Il Marru
Riuscire a superare in suprematismo e voglia di guerra la Germania di Merz sembra oggettivamente complicato, ma La VeritΓ , il media di riferimento ufficiale dell’internazionale trumpiana in Italia, ci riesce benissimo.

βMentre i rapporti con gli Stati Uniti restano tesiβ, denuncia Sergio Giraldo, βBerlino si trova sempre piΓΉ invischiata con la Cinaβ: βDa gennaio ad agosto di questβanno, la Cina ha superato gli USA come maggior partner commercialeβ (e graziarcazzo, come dicono i francesi); come ricorda lo stesso Giraldo, βI dazi americani hanno abbattuto le esportazioni tedesche oltre oceano del 7,4% rispetto allβanno scorsoβ. La Germania kattiva che non crede abbastanza nella guerra totale contro Pechino, sottolinea La VeritΓ , si frega con le sue stesse mani, come dimostra il caso Nexperia: dopo la nazionalizzazione forzata olandese per far felice il padrone di Washington, la casa madre in Cina ha bloccato le esportazioni nel Vecchio Continente dei suoi chip legacy utilizzati a manbassa dallβautomotive europeo. Volkswagen avrebbe giΓ annunciato la sospensione della produzione della Golf; seguiranno a breve anche Porsche e Audi e, un poβ dopo, anche il settore biomedicale: fare i cagnolini da compagnia di Forrest Trump e della Guerra USA contro il nuovo ordine multipolare non sembra essere una strategia efficace, diciamo.
Le notizie principali della giornata, comunque, riguardano tutte il fronte Ucraino: la prima Γ¨ arrivata, poco dopo la mezzanotte italiana, via Wall Street Jorunal.

βL’amministrazione Trumpβ, riporta lβarticolo, βha revocato le restrizioni all’uso da parte dell’Ucraina di alcuni missili a lungo raggio forniti dagli alleati occidentali, consentendo a Kiev di intensificare gli attacchi contro obiettivi all’interno della Russia e di aumentare la pressione sul Cremlinoβ; Forrest Trump, perΓ², ha smentito tempestivamente.

βLβarticolo del Wall Street Journal Γ¨ una FAKE NEWS!!! Gli Stati Uniti non hanno nulla a che fare con quei missiliβ; il punto, perΓ², Γ¨ che, come sottolineava il Journal, βMartedΓ¬ l’Ucraina ha utilizzato un missile da crociera Storm Shadow fornito dalla Gran Bretagna per colpire un impianto russo a Bryansk che produceva esplosivi e carburante per razziβ ed Γ¨ difficile pensare che gli USA non siano coinvolti, molto semplicemente βperchΓ© i missili utilizzano dati di puntamento americaniβ. Forse la risposta sta in questo passaggio dellβarticolo: βLa mossaβ, sottolinea il Journal, βarriva dopo che l’autoritΓ di supportare tali attacchi Γ¨ stata recentemente trasferita dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth del PentagonoΒ al generale statunitense in Europa, il generale Alexus Grynkewich, che Γ¨ anche comandante della NATOβ; βL’ex presidente Joe Bidenβ, ricoda lβarticolo, aveva βapprovato l’uso da parte dell’Ucraina di Storm Shadow e di missili statunitensi, noti come Atacm, contro obiettivi all’interno della Russia verso la fine della sua amministrazione. Ma dopo l’insediamento di Trump, il Pentagono ha istituito una procedura di revisione per l’approvazione di attacchi transfrontalieri con missili statunitensi o di altri Paesi, tra cui Storm Shadow, che si basano sui dati di puntamento statunitensiβ. βIn base al meccanismo, il Segretario alla Difesa aveva l’ultima parola sulla possibilitΓ per l’Ucraina di impiegare armi occidentali a lungo raggio per colpire la Russiaβ e, da allora, βnessun attacco Γ¨ stato approvatoβ, almeno fino a quando, appunto, βl’autoritΓ per approvare tali attacchi Γ¨ stata restituita al Comando Europeoβ; βSecondo una fonte a conoscenza dei colloquiβ, continua il Journal, βla decisione di revocare la restrizione su Storm Shadow Γ¨ stata presa prima dell’incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e Trump alla Casa Bianca la scorsa settimanaβ, durante il quale Trump ha ribadito il rifiuto a fornire i Tomahawk.
Nemmeno unβora dopo, Trump lanciava unβaltra bomba sul suo profilo.

Eβ il comunicato ufficiale del Dipartimento del Tesoro con il quale si annuncia lβintroduzione βdi ulteriori sanzioniβ che vanno a colpire βle due maggiori compagnie petrolifere russe (Rosneft e Lukoil)β, βa causa della mancanza di un serio impegno da parte della Russia per un processo di pace in grado di porre fine alla guerra in Ucrainaβ: queste nuove sanzioni, βcompromettono la capacitΓ del Cremlino di finanziare la sua macchina bellicaβ. βE’ il momento di fermare le uccisioni e di un cessate il fuoco immediatoβ, si riporta abbia dichiarato personalmente il Segretario Scott Bessent: βDato il rifiuto del presidente Putin di porre fine a questa guerra insensata, il Tesoro sta sanzionando le due maggiori compagnie petrolifere russe che finanziano la macchina bellica del Cremlino. Incoraggiamo i nostri alleati a unirsi a noi e ad aderire a queste sanzioni”.
Detto fatto. Alle prime ore di stamattina, ecco che arriva il comunicato via social di Kaja Kallas.

βAbbiamo appena adottato il 19esimo pacchetto di sanzioniβ: βSono rivolte alle banche russe, agli exchange di criptovalute e alle strutture in India e Cinaβ; βEβ sempre piΓΉ difficile per Putin finanziare questa guerraβ.
Gab
Rubio vola in Asia occidentale per blindare il cessate il fuoco a Gaza, ma soprattutto per un retroscena che impensierisce lβimpero e la sua filiale sionista nella regione: lβintesa cordiale tra Iraq e Iran. βA mio parere, sia l’Iran che l’Iraq sono pronti a fare ulteriori passi. I nostri amici iracheni ci hanno detto esplicitamente che non permetteranno ai nemici dell’Iran di usare lo spazio [aereo] irachenoβ.

Nel mirino degli USA finiscono le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) operanti nel Nord dellβIraq e precedentemente utilizzate per combattere l’ISIS lungo il confine con la Siria; la richiesta di disarmo suscita molteplici perplessitΓ a Baghdad per il mantenimento degli equilibri regionali: in particolare, il timore Γ¨ che dopo la perdita siriana, lβAsse della ResistenzaΒ veda recisi definitivamente i legami via terra tra Iran e Hezbollah in Libano.

Si intensifica nuovamente la pressione su Teheran dopo il ripristino dei meccanismi sanzionatori legati alla questione dell’ arricchimento dellβuranio: i timori di un nuovo conflitto aleggiano sullβarea e dividono la classe dirigente della Repubblica Islamica.

Nel mentre, a Tel Aviv il governo Netanyahu mantiene la parola data, e al cessate il fuoco di Gaza si accompagna un inasprimento delle tensioni in Cisgiordania: ieri sono stati presentati alla KnessetΒ due disegni di leggeΒ per annettere – in violazione del diritto internazionale – la regione.Β
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Er Soddu
La lista nera di Babbo Natale. LβUnione europea ha inserito entitΓ cinesi nel nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, di fatto lasciando intendere che la Cina stia sostenendo la Russia nella guerra e per questo vada punita; una mossa orchestrata dagli Stati Uniti che, secondo il Global Times, rischia di βminare lβautonomia strategicaβ del blocco europeo. La stampa cinese reagisce duramente: secondo Guanchazhe, Bruxelles avrebbe inasprito le misure includendo dodici aziende della Cina continentale e di Hong Kong, un passo visto come provocazione economica diretta; in un altro commento pubblicato dallo stesso portale, si suggerisce che Pechino stia valutando una βlista di contromisureβ nei confronti dellβUe, un segnale di crescente irritazione nelle relazioni bilaterali. La Cina ha interpretato tali decisioni come parte di una deriva atlantista che mette in discussione qualsiasi relazione e scambio.
E invece l’incontro si terrΓ ! Dopo i soliti tira e molla, Γ¨ confermato che il presidente Donald Trump incontrerΓ il leader cinese Xi Jinping in Corea del SudΒ durante il vertice APEC: si tratta di un faccia a faccia ad alto profilo politico e strategico, con implicazioni su sicurezza regionale, commercio e diplomazia nellβIndo-Pacifico; la scelta della Corea del Sud come sede neutrale sottolinea la volontΓ di entrambe le parti di mantenere la riservatezza e la formalitΓ diplomatica, evitando di dare un vantaggio simbolico allβavversario. In parallelo, per questioni piΓΉ specificamente economico-commerciali, il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, insieme al rappresentante per il Commercio Jamieson Greer, si recherΓ in Malesia per colloqui con funzionari cinesi: qui, lβobiettivo Γ¨ allentare le tensioni legate ai controlli cinesi sulle esportazioni di terre rare, uno dei dossier piΓΉ delicati del confronto tra le due potenze; anche la Malesia funge da sede neutrale per negoziati pragmatici, senza offrire passerelle diplomatiche nΓ© agli Stati Uniti nΓ© alla Cina.
Dedollarizzazione e tecnologie. Bloomberg racconta come Pechino stia spingendo con forza e con costi sempre piΓΉ alti la globalizzazione dello yuan, parte centrale della strategia di Xi Jinping per ridurre la dipendenza dal dollaro e aumentare lβinfluenza economica cinese: il piano prevede un uso piΓΉ esteso della valuta nelle transazioni internazionali, lβespansione del sistema CIPS per i pagamenti transfrontalieri e lβapertura di nuove linee di credito in yuan ai partner dei Paesi emergenti. Ma la mossa Γ¨ costosa: richiede capitali, concessioni regolamentari e una gestione complessa dei flussi finanziari in uscita; secondo l’editoriale, la Cina sta cercando di comprare fiducia e tempo, offrendo liquiditΓ e strumenti in yuan per convincere i mercati a trattarla come una valuta globale. Γ una scommessa geopolitica oltre che economica, e il suo successo determinerΓ quanto spazio avrΓ la Cina nel sistema monetario multipolare che sta lentamente prendendo forma. Il Global Times segnala la soliditΓ del comparto automobilistico con Tesla che, grazie alla Gigafactory di Shanghai, ha registrato nel terzo trimestre un incremento del 12% dei ricavi rispetto allβanno precedente.Β Nellβarticolo The green paradoxΒ del South China si descrive come la Cina stia costruendo un futuro economico resiliente al cambiamento climatico, in contrapposizione alla volatilitΓ delle politiche occidentali. Sul fronte tecnologico, The Guardian riferisce che lβamministrazione Trump starebbe valutando limiti piΓΉ rigidi alle esportazioni di software statunitensi verso la Cina, in un clima di tensione che ricorda la fase piΓΉ acuta della guerra tecnologica tra Washington e Pechino.
Diplomazie. La diplomazia cinese torna a esprimersi sulle crisi in Medio Oriente: il Global Times riporta l’intervento di Pechino alle Nazioni Unite dove si chiede a tutte le parti di sostenere βsforzi costruttiviβ per fermare le operazioni militari in Siria e Israele. Sul fronte asiatico, The Hindu riporta che il primo ministro indiano Narendra Modi non parteciperΓ al vertice ASEAN di Kuala Lumpur, una scelta che riduce la visibilitΓ diplomatica dellβIndia in un momento di forti riallineamenti regionali.










