Fermi tutti! Fermi tutti, che qui siamo di fronte al capolavoro! Ieri Bruxelles ha aggiornato le stime sulla crescita del PIL: quelle italiane sono dimezzate. Non diminuite, non riviste al ribasso: dimezzate; invece del misero 0,7, previsto fino ad oggi, un imbarazzante +0.4. I peggiori della classe! Il commento del Giornanale? βLβeconomia italiana miglioraβ; figuratevi se peggiorava… Ma da dove se la son tirata fuori questa colossale puttanata? E qui viene il bello perchΓ©, in effetti, Bruxelles al governo ha fatto davvero un sacco di complimenti, ma proprio perchΓ© ha fatto esattamente quello che Bruxelles ci ha sempre chiesto da Amato, a Monti, a Draghi: distruggere l’economia italiana con la scusa dei conti da mettere in ordine – esattamente quello che Berlusconi (e anche i leghisti e la Meloni) hanno sempre contestato. Altri tempi… TreΒ anni al governo, ed ecco che la destra populista sβΓ¨ trasformata nellβufficio stampa di Elsa Fornero: Dopo decenni di bacchettate, titola Libero, lβEuropa celebra i nostri conti pubbliciβ; Il centrodestra doveva far saltare i conti pubblici, rilancia La VeritΓ , e invece li ha risanati.
Quello che Bruxelles ha apprezzato, in particolare, Γ¨ che, nonostante la crisi, il governo ha approvato una manovra che sembra scritta da Cottarelli e che non mette un euro nellβeconomia; βLβobiettivo rimane la disciplina di bilancioβ, sottolinea Il Giornale, che aggiunge: βRientrare nei parametri Ue, sbloccherΓ risorse per miliardiβ. Oooh, lo vedi, malfidato? E’Β solo un sacrificio temporaneo per poi ripartire in grande stile! Non proprio: indovinate, infatti, a cosa servono i miliardi sbloccati? Ma a riarmarci, ovviamente; e a cosβaltro? βDodici miliardi di prestiti per finanziare le spese per la difesaβ, sottolinea Il Giornale; dβaltronde, non siete giΓ tutti a posto? il telefonino nuovo ce lβavete; il Ryanair e lβAirbnb per il week end a Bratislava Γ¨ prenotato: cosa vi mancherΓ mai? Cosa cβΓ¨ di meglio, allora, di riarmarsi fino ai denti per mandare figli e nipoti in trincea a combattere una guerra per procura contro un nemico immaginario che non ha altri interessi che tornare a venderci energia a un quarto del prezzo che la paghiamo oggi?
Ma andiamo per gradi: lui Γ¨ Valdis Dombrovskis ed Γ¨, probabilmente, il volto piΓΉ paradigmatico di cosa Γ¨ oggi lβUnione europea. Prima di tutto perchΓ© Γ¨ lettone, e i Paesi baltici sono i governatori imperiali dellβEuropa per conto di Washington, soprattutto da quando non cβΓ¨ piΓΉ la Gran Bretagna; poi perchΓ©, quando di mestiere faceva il premier in Lettonia, ha portato avanti una delle agende di austerity piΓΉ feroci mai viste: crollo del PIL di quasi 25 punti percentuali, tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici oltre il 15%, disoccupazione che passa dal 6 al 20%, piΓΉ un altro 5% che se nβΓ¨ fuggito, un vero e proprio curatore fallimentare al servizio della grande finanza USA. Da commissario europeo per il Commercio, diventa il volto per una delle pagine piΓΉ imbarazzanti dellβUnione; siamo nel 2020: la Commissione decide che bisogna rimettere mano alla regolamentazione bancaria per introdurre qualche principio di sostenibilitΓ in piΓΉ, e indovinate un poβ a chi chiede come fare? AΒ BlackRock, che non Γ¨ solo la piΓΉ grande societΓ finanziaria della storia dellβumanitΓ , ma, nello specifico, Γ¨ anche di gran lunga il piΓΉ grande azionista al mondo di tutto ciΓ² che ha a che fare con le fonti fossili – come chiedere a Pacciani di scrivere la legge sul femminicidio.
Insomma: piΓΉ o meno sto Dombrovskis immagino lβabbiate inquadrato, no? Ecco: ieri, a Bruxelles, ha presentato le stime aggiornate della Commissione europea sulla crescita dei vari Paesi. Per lβItalia, un bagno di sangue; non che prima fossero rose e fiori (tuttβaltro), ma al peggio non cβΓ¨ mai fine – e noi cogliamo ogni occasione per accelerare il declino: ed ecco, cosΓ¬, che per Bruxelles lβItalia nel 2025 passerebbe da una crescita di un misero 0,7% a una imbarazzante di appena lo 0,4. Al che uno si aspetta che arrivi anche la dovuta ramanzina, se solo Dombrovskis facesse gli interessi dei popoli europei; Dombrovskis, invece, Γ¨ lΓ¬ a rappresentare interessi di altro tipo e quella che a noi appare chiaramente come una pessima notizia, in mano sua si trasforma in una straordinaria opportunitΓ . Quello che piace a Dombrovskis di come il governo dei patrioti ha deciso di impostare la manovra di bilancio Γ¨ esattamente quello che abbiamo criticato un giorno si e lβaltro pure nelle ultime settimane: come titola Il Giornale, Lβobiettivo rimane la disciplina di bilancio. Tradotto: nemmeno un euro per stimolare la crescita; ci penserΓ il mercato. Insomma: lβausterity che tanto piace a Dombrovskis.
Che a questo giro, perΓ², ha un motivo in piΓΉ perchΓ©, come ricorda sempre Il Giornale βrientrare nei parametri Ue sbloccherΓ risorse per miliardiβ e, cioΓ¨, le risorse che servono allβItalia per armarsi per continuare la guerra per procura in Ucraina; come sottolinea Roberto Ciccarelli sul Manifesto βlo scopo di fondo del governo Meloniβ (e di Dombrovskis, e della Commissione europea): βLa societΓ italiana cosΓ¬β, continua Ciccarelli, “si ritrova schiacciata tra lβincudine dellβausteritΓ e il martello del militarismo”. E le prospettive sono nere, che piΓΉ nere non si puΓ²: nelle stime per il triennio 2025 2027, lβItalia si piazza stabilmente in fondo alla classifica europea; un misero +2% contro una media del 4 nellβeurozona dove spicca su tutti un Paese in particolare. La Spagna: secondo le stime, crescerΓ del 7,4%, quasi 4 volte lβItalia; comβΓ¨ possibile? CβΓ¨ stata una rivoluzione e non ce ne siamo accorti? Non esattamente; il punto Γ¨ che basta fare il contrario di quello che fanno Meloni e GiorgettiΒ e che piace a Dombrovskis: far crescere il manifatturiero invece che i B&B, aumentare i salari invece che la rendita, aumentare i diritti del lavoro invece che raderli al suolo. La Spagna lo ha fatto solo in minima parte, ma i primi risultati si vedono, e non sono lβunica cosa che distingue Madrid da Roma. Poco dopo le elezioni, Giorgia ha voluto dimostrare a Washington la sua fedeltΓ incondizionata abbandonando la Via della Seta; prima di lei, il compagno Draghi aveva usato il golden power per bloccare 13 investimenti: oltre la metΓ erano cinesi. Risultato: contro i 7,5 miliardi investiti dai cinesi in Italia nel 2015, nel 2024 la cifra si Γ¨ fermata a un imbarazzante 32,4 milioni; niente! In Spagna, nel frattempo, solo per la gigafactory di CATL si stimano in tutto oltre 2 miliardi di investimenti cinesi; la risposta italiana doveva essere la gigafactory di Termoli, senza cinesi nel mezzo – e si vede: Termoli, addio alla gigafactory, riportava venerdΓ¬ scorso Milano Finanza.
Se mal comune Γ¨ mezzo gaudio, comunque, gli italiani si possono consolare: in onore dei vecchi tempi si sta ricostruendo lβasse degli sfigati. Il Giappone ha nominato una premier che si atteggia a Thatcher del Sol Levante: prima si Γ¨ inchinata a Forrest Trump nelle trattative commerciali (come una Meloni qualsiasi) e, poi, ha deciso di provocare Pechino lasciando intuire che Γ¨ pronta a violare la Costituzione ed entrare in guerra per difendere lβindipendenza di Taiwan – anche se formalmente Γ¨ la prima a non riconoscerla. Evidentemente, sono posizioni che portano sfiga; non ha fatto in tempo a pronunciare il suo discorso che ecco nuovi dati che lβhanno lasciata senza parole: per la prima volta nellβultimo anno e mezzo, tra giugno e settembre, il PIL giapponese ha preso una bella scoppola (-2%). Anche in Germania Merz, da un lato, corre verso il riarmo e, dallβaltro, continua a fare il bullo nei confronti del suo piΓΉ importante partner industriale e commerciale, e non gli sta andando esattamente benissimo: secondo Bloomberg, I tedeschi stanno perdendo la pazienza con il loro cancelliere in difficoltΓ ; e non sono solo i cittadini comuni, ma anche il grande capitale. A partire dallβautomotive che, riporta sempre Bloomberg, molto banalmente βguadagna troppi soldi dalla Cina per tirarsi indietro proprio adessoβ; secondo lβarticolo, i βleader aziendali tedeschi hanno capito esattamente il messaggio che gli sta arrivando dalla politicaβ, ma, molto semplicemente, βhanno deciso di ignorarloβ e continuano a βinvestire miliardi in nuovi progetti che legano sempre di piΓΉ le loro fortune alle sorti dellβeconomia cineseβ.
Fortunatamente, a noi non ci riguarda: le sorti delle nostre pizze gourmet e dei nostri B&B abusivi in riva al mare sono scollegati a quelle di Pechino; possiamo tranquillamente diventare un Paese del terzo mondo senza pestare i piedi ai nostri capitani dβindustria. Chi non si vuole arrendere a questo futuro di declino e di decrescita infelice, ha il dovere di dare il suo contributo per costruire unβalternativa; e, per costruirla, serve come il pane un vero e proprio media che, invece che ai datori di lavoro di Giorgia e Giorgetti, dia voce al 99%. E, per costruire un media, serve il tuo aiuto: metti mi piace a questo video, condividilo, ma (soprattutto) aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv suΒ GoFundMeΒ e suΒ PayPal.
E chi non aderisce Γ¨ Valdis Dombrovskis















