Mentre Bruxelles festeggia quelli che definisce i grandi successi dell’Ucraina, gli Stati Uniti si trovano a fare i conti con una realtà molto meno rassicurante: gli arsenali si stanno svuotando; secondo CNN e Reuters, Washington avrebbe già consumato gran parte delle proprie scorte di missili Patriot, THAAD e delle principali armi di precisione a lungo raggio. È anche per questo che Trump continua a oscillare tra minacce e diplomazia con l’Iran e che il Pentagono valuta di trasferire parte della produzione di missili direttamente in Ucraina. Ma il dato più importante è un altro: mentre le capacità convenzionali vengono messe sotto pressione, il Pentagono starebbe preparando una svolta destinata a cambiare gli equilibri strategici mondiali, una nuova dottrina che prevede il possibile impiego di armi nucleari all’interno di guerre regionali contro Russia o Cina; in altre parole, gli Stati Uniti sembrano passare dalla deterrenza nucleare alla pianificazione di un uso limitato dell’atomica. Un cambio di paradigma enorme e, forse, uno degli sviluppi più pericolosi dalla fine della Guerra Fredda.















