Ieri non è stata una bella giornata per il fronte dell’escalation e della guerra: in primis, è arrivata la notizia che la Banca Centrale europea ha bocciato il prestito di 140 miliardi a Kiev con i beni russi congelati; poi, tra le istituzioni europee è scoppiato l’ennesimo scandalo di corruzione e appalti truccati che ha coinvolto anche alcuni dei nostrissimi difensori della democrazia e dello stato di diritto, la piddina Federica Mogherini e l’ex ambasciatore Stefano Sannino. Infine, prima dell’incontro con gli americani Witkoff e Kushner per parlare del nuovo piano di pace rivisto dopo le correzioni ucraine (incontro che non sembra abbia portato a grandi novità), Putin ha rilasciato alcune dichiarazioni interessanti alla stampa russa: nonostante tutti i tentativi europei di sabotare il processo negoziale, per la milionesima volta ha ribadito di non avere alcuna intenzione di attaccare l’Europa e scatenare l’apocalisse nucleare (e, cioè, la tesi che i nostri giornalisti ed esperti di politica internazionale scrivono un giorno sì e l’altro pure sui giornali, ricevendo anche uno stipendio), ma che la Russia, qualora le venisse dichiarata guerra, è più che pronta a combatterla. E non sarebbe una guerra di logoramento come quella in Ucraina…










