OttolinaTV
  • Articoli
  • La Tv
    • All
    • ¡Desaparecinema!
    • 8 Ore
    • 8Storia
    • Antrop8lina
    • Bett8lina
    • Dazibao
    • Dirette
    • Fardelli d'Italia
    • Fiond8lina
    • Global Southurday
    • Guerriglia Radio
    • I Pipponi del Marrucci
    • Internazionale
    • Intervist8lina
    • La Bolla
    • La Rassegna Stramba
    • Le Pillole di Ottolina
    • Lo Spuntino
    • Marru vs
    • Metamorfosi
    • Mondo Cina
    • Non chiamatelo TG
    • Non Talk
    • OttoliNerd
    • Ottosofia
    • Ottosofia Live
    • Ottovolante
    • OvoSoddu
    • Pane e Volpi
    • Salutame a Socrate
    • Spin8ff
    Immagini che riconducono agli Epstein files. Bill Gates, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin in primo piano

    Epstein Files e Maidan: l’ombra nera della “massoneria pedofila” sull’Ucraina – ft. Stefano Orsi

    Palazzo del Parlamento europeo. Mario Draghi, Ursula von der Leyen e Donald Trump in primo piano

    “Campioni europei” e “mercato unico”: cosa si nasconde dietro la retorica Ue?

    Mappa di Taiwan con carri armati

    HIMARS americani a pochi chilometri dalla Cina: il dialogo USA-Cina rischia di deragliare

    Immagini di italiani poveri. Friedrich Merz brinda a champagne con Giorgia Meloni in primo piano

    Eurobond e riarmo: Europa e Meloni preparano un’altra truffa contro gli italiani?

    Jean-Paul Sartre a 8 bit

    Viaggio nel pianeta Sartre

    Tavola rotonda dell'ONU vuota. Donald Trump di spalle in primo piano

    Trump chiude all’OMS: 6 cure contro il cancro in 10 giorni

    Torre Eiffel. Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Giorgia Meloni che flirtano in primo piano

    Perché Francia e Germania si fanno la Guerra? (e perché l’Italia ha deciso di stare con Berlino)

    Rappresentazione degli Epstein files. Gabriel Rockhill in primo piano

    Are intellectuals really free? Chomsky, Parenti, and class power – ft. Gabriel Rockhill

    Eliseo e studio televisivo affiancati. Emmanuel Macron e Francesca Albanese in primo piano

    Perché media e Francia hanno dichiarato guerra a Francesca Albanese?

    • ¡Desaparecinema!
    • 8 Ore
    • 8Storia
    • Antrop8lina
    • Cosm8lina
    • Dazibao
    • Fardelli d’Italia
    • Fiond8lina
    • Global Southurday
    • Guerriglia Radio
    • I Pipponi del Marrucci
    • Intervist8lina
    • La Bolla
    • La Rassegna Stramba
    • Marru vs
    • Mondo Cina
    • Non Talk
    • Ottosofia
    • Ottovolante
    • Salutame a Socrate
    • Spin8ff
  • I Temi
    • All
    • Africa
    • Americhe
    • Asia
    • Cina
    • Cultura
    • Economia
    • Europa
    • Italia
    • Medio Oriente
    • Mondo
    • Russia
    • Scienza e Ambiente
    • Scienza e Tech
    • U.S.A.
    Immagini che riconducono agli Epstein files. Bill Gates, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin in primo piano

    Epstein Files e Maidan: l’ombra nera della “massoneria pedofila” sull’Ucraina – ft. Stefano Orsi

    Palazzo del Parlamento europeo. Mario Draghi, Ursula von der Leyen e Donald Trump in primo piano

    “Campioni europei” e “mercato unico”: cosa si nasconde dietro la retorica Ue?

    Mappa di Taiwan con carri armati

    HIMARS americani a pochi chilometri dalla Cina: il dialogo USA-Cina rischia di deragliare

    Immagini di italiani poveri. Friedrich Merz brinda a champagne con Giorgia Meloni in primo piano

    Eurobond e riarmo: Europa e Meloni preparano un’altra truffa contro gli italiani?

    Jean-Paul Sartre a 8 bit

    Viaggio nel pianeta Sartre

    • Cultura
    • Economia
    • Italia
    • Mondo
    • Scienza e Tech
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Ottoteca
    • Bibli8teca
    • Libreria
  • Shop
    • Carrello
    • Pagamento
    • Account
    • Termini & Condizioni
  • 8lina
    • Staff
    • Contatti
  • BETT8LINA
    • Log-In
    • Bett8…chè?
    • Registrazione Bett8lina
    • Password dimenticata?
    • Tutti i Gruppi
    • Blog degli utenti

Nessun prodotto nel carrello.

No Result
View All Result
OttolinaTV
No Result
View All Result

La Francia è ingovernabile: dopo nemmeno un mese, cade il governo Lecornu

OttoParlante - La newsletter di Ottolina (6/10/25)

OttolinaTV by OttolinaTV
06/10/2025
in Americhe, Articoli, Asia, Cina, Europa, Medio Oriente, Russia, U.S.A.
0

Ale

Il giorno dopo l’annuncio della composizione del suo governo, Sébastien Lecornu ha presentato le sue dimissioni a Emmanuel Macron, il quale le ha accettate; nominato il 9 settembre, Lecornu è stato il primo ministro più breve della storia francese: nessun partito dell’opposizione aveva dato la disponibilità a votare il nuovo governo, rendendo inutile il tentativo di farsi dare la fiducia dall’Assemblea nazionale. In risposta alla crisi, crollano le borse francesi e continua il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato. Nel weekend,600 mila francesi erano scesi in piazza per protestare contro le misure di austerity promesse prima da Bayrou e poi anche da Lecornu; rimane molto improbabile che Macron accetti il clamoroso fallimento e dia le dimissioni.

Il miliardario ed ex primo ministro Andrej Babis e il suo movimento ANO 2011 (no, non è un partito di pedofili) hanno vinto nettamente le elezioni in Repubblica Ceca sconfiggendo l’attuale premier Petr Pavel e prefigurando la nascita di un altro governo euroscettico e filo-trumpiano in Europa orientale: Babis, 71 anni, è il proprietario della Agrofert, un colosso con 250 sussidiarie in settori che vanno dall’agricoltura alla chimica e dalle costruzioni alla logistica, ed era già stato premier dal 2017 al 2021, ma con alle spalle una piattaforma politica molto più centrista che faceva parte in Europa del gruppo Renew Europe capitanato da Macron. A questo giro, Babis ha impostato, invece, una campagna elettorale sui pochi, ma ben precisi, cavalli di battaglia tipici di molta destra sovranista e filo-trumpiana dell’est Europa: il rifiuto dell’interventismo per la guerra in Ucraina (che vede oggi Praga coinvolta tra le maggiori fornitrici di armamenti ), il rifiuto dell’agenda Ue su ambiente e migranti e il contrasto a un presunto eccessivo appiattimento sulle logiche della NATO. Sul piano geopolitico, in gioco c’è quindi anche l’attuale contributo di punta della Repubblica Ceca all’assistenza militare europea per l’Ucraina, un contributo che, grazie ai nuovi progetti europei e la volontà dell’attuale primo ministro, era destinato a fare un ulteriore salto di qualità rendendo il Paese uno dei principali hub di munizioni occidentali da convogliare verso Kiev; Babis ha preso di mira più volte questo progetto, denunciandolo come un sistema tanto redditizio per i produttori di armi (tra cui il Gruppo cecoslovacco AS, il più grande produttore di armi del Paese, di proprietà di Michal Strnad, supporter di Pavel), quanto altrettanto nocivo per le tasche del popolo ceco. Se ANO 2021, membro del gruppo euroscettico di Patriots for Europe (lo stesso, per intenderci, di Viktor Orbán, Marine le Pen e la Lega) riuscisse dunque a formare un governo, sarebbe una bella botta per Von der Leyen e co: “Se il miliardario riprendesse il potere, la Repubblica Ceca potrebbe diventare una nuova bestia nera per l’Ue, insieme all’Ungheria di Viktor Orbán e alla Slovacchia di Robert Fico”, ha detto un funzionario dell’Unione europea a Politico. La formazione del governo non sarà però un gioco da ragazzi per Babis: tutti i partiti mainstream hanno escluso di voler collaborare con lui, e per formare un governo di coalizione non gli rimangono che ultranazionalisti della lista Libertà e Democrazia Diretta ( che ha conquistato 16 seggi) e il Partito dei Motoristi (13 seggi).

In Europa occidentale, nel frattempo, continua l’ introduzione di misure sempre più repressive e autoritarie: la ministra britannica degli interni, Shabana Mahmood, ha presentato una proposta di irrigidimento delle regole del diritto di manifestazione nel Paese, suggerendo il possibile bando delle “proteste ricorrenti”. Nel fine settimana, oltre 500 manifestanti pacifici sono stati arrestati a Londra per il loro supporto a Palestine Action, il gruppo pro-Palestina designato come terroristico nel luglio scorso: la principale attività di Palestine Action è opporsi all’invio di armi o componenti dal Regno Unito a Israele, e la loro lotta si traduce in azioni di protesta contro le sedi britanniche della società di difesa israeliana Elbit System. La ministra di Starmer, a guida di un governo che continua ad avere una stretta collaborazione militare con Israele, ha parlato della possibilità di introdurre misure più restrittive a causa del “disturbo cumulativo” che le ormai troppo frequenti manifestazioni per la Palestina stanno causando al Paese. “Quello che renderò esplicito” ha detto “è che il disturbo cumulativo, vale a dire la frequenza di particolari proteste in determinati luoghi, è ragione sufficiente per consentire alla polizia di imporre restrizioni”.

 

Gab

Partono i colloqui in Egitto per far avanzare il piano di pace proposto la settimana passata: la delegazione di Hamas ha già raggiunto la capitale egiziana e affermato che la prima parte delle trattative sarà mirata a organizzare la liberazione degli ostaggi; la delegazione israeliana sarà guidata da Ron Dermer, Ministro degli Affari Strategici, originario della Florida e considerato un pontiere tra l’amministrazione israeliana e quella statunitense (qui il link). Non mancano, però, aspetti oscuri: Rubio, il Segretario di Stato USA, afferma che si saprà molto presto se Hamas intende realmente liberare gli ostaggi o se si tratta di una strategia per prendere tempo sul campo. L’accordo sembra spaccare tanto l’amministrazione statunitense (tra falchi e colombe), quanto quella israeliana (dove l’estrema destra sarebbe pronta a far cadere il governo in caso di pace): su tutto aleggia la diversa interpretazione del piano proposta da Trump e Netanyahu; il presidente degli USA ha rivendicato apertamente di aver imposto l’accordo. A indebolire Israele sarebbe stato l’enorme movimento filo-palestinese che, anche a seguito del blocco della Sumud Flotilla, ha invaso le strade del mondo, da Roma ad Amsterdam, da Berlino a Barcellona; l’isolamento israeliano si rafforza e dà vigore al progetto di The Donald di chiudere la questione Gaza prima che faccia esplodere la base MAGA.

L’attenzione in queste ore è anche sul destino dei membri della Sumud, in particolare di Greta Thunberg, dopo che alcuni comunicati dell’ambasciata svedese hanno parlato di torture (riferite anche da un giornalista turco che avrebbe assistito personalmente): l’attivista ventiduenne sarebbe stata fatta strisciare e trascinata a terra avvolta nella bandiera israeliana, successivamente fotografata avvolta nella stessa e costretta a baciarla; non avrebbe inoltre accesso a cibo e acqua in modo regolare e si troverebbe in una stanza infestata da insetti e parassiti. Le autorità israeliane parlano di liberazione dell’attivista nella giornata di lunedì, con rientro previsto in Grecia.

Dall’Asia occidentale arriva anche la notizia delle prime elezioni siriane: la legge prevede che due terzi del parlamento siano nominati dal Capo di Stato, mentre un terzo deve essere eletto; in queste ore si sta svolgendo lo scrutinio.

Infine, prosegue l’aggressione statunitense al Venezuela con la scusa del narcoterrorismo; nei giorni passati è stata affondata illegalmente una quarta nave nel Mar dei Caraibi senza nessuna prova che fosse legata al traffico di droga.

 

Il Marru

Nei giorni scorsi siamo stati completamente assorbiti dalle mobilitazioni per la Flotilla e per Gaza; nel frattempo, però, Putin ha tenuto un lungo discorso al summit annuale del Valdai Club: una trascrizione completa del discorso la trovate qui. John Helmer ha seguito passo passo la tarantella di dichiarazioni che arrivavano alla spicciolata dal Cremlino sul piano di Trump per Gaza: In ordine, prima qui, poi qui e, infine, qui. Stringi stringi, il punto è quello già sottolineato, durante le nostre dirette dei giorni scorsi, sia da Enrico Tomaselli che da Marco Carnelos: qui il primo commento di Tomaselli, a poche ore dall’annuncio del piano stesso; qua di nuovo Tomaselli, sempre in primissima battuta, specifico sulla reazione russa. Qua, invece, Carnelos, un paio di giorni dopo, quando era già arrivata la stringatissima risposta di Hamas. Non c’è nessuna preclusione: tutti (tanto i russi, quanto i cinesi) sono intenzionati a valorizzare ogni minimo spiraglio si apra concretamente in direzione del cessate il fuoco, ma tutti sono estremamente consapevoli di quanto il piano sia inconsistente e non risolva sostanzialmente nessuna delle principali diatribe tra Hamas e Israele. Al Valdai, Putin ha parlato per un’ora e poi ha risposto a 2 ore di domande; tra i millemila temi affrontati, Simplicius The Thinker punta i riflettori su alcune stime che sono trapelate dalle sue parole sul numero di personale militare che continua a cadere sul fronte ucraino: Putin avrebbe affermato che “nel mese di settembre, le vittime totali in Ucraina sono state 44.700, di cui poco meno della metà sarebbero irrecuperabili. Nello stesso mese, la mobilitazione e il reclutamento hanno portato al recupero di 18.500 nuovi combattenti, mentre 14.500 feriti lievi sono tornati al fronte dagli ospedali”. Questi numeri smentirebbero sia le stime ucraine, che parlano di 30 mila nuovi reclutamenti, sufficienti per mantenere il numero di combattenti coinvolti al fronte, sia quelle di molti analisti e osservatori filorussi, che parlano addirittura di oltre 1.500 morti ucraine al giorno, quando, stando a Putin, sarebbero intorno ai 350.

Nel frattempo, all’ONU, gli USA, per giustificare ancora una volta il loro embargo illegale contro Cuba, provano a giocarsi la carta dei mercenari cubani presenti sul fronte ucraino; Reuters ricorda come dal 1992, anno dopo anno, all’assemblea generale delle Nazioni Unite viene votata una risoluzione che chiede agli USA di revocare l’embargo, alla quale si oppongono sempre soltanto USA e Israele: “Per anni, le tattiche degli Stati Uniti per indebolire il sostegno alla risoluzione non vincolante delle Nazioni Unite si sono concentrate sulla legalità dell’embargo, sul modo in cui gli Stati Uniti hanno concesso eccezioni per cibo e medicine e sul mancato rispetto dei diritti umani a Cuba”. “Tutti questi approcci”, però, “non sono riusciti a influenzare il voto” ed ecco, allora, la nuova tattica: è descritta in un cablogramma inviato ai diplomatici USA; al cuore, appunto, c’è la questione dei presunti mercenari cubani in ucraina. “Dopo la Corea del Nord, Cuba è il Paese che contribuisce maggiormente all’aggressione russa con truppe straniere, con circa 1.000-5.000 cubani che combattono in Ucraina”, si legge nel cablogramma. 

Negli ultimi giorni si è parlato molto dell’idea che serpeggia alla Casa Bianca di fornire all’Ucraina missili Tomahawk: qui un’analisi sulla portata di questa scelta da parte di Foreign Policy.

A proposito di sanzioni vs dipendenza energetica nei confronti della Russia, il buon Gianandrea Gaiani ha analizzato in dettaglio lo strano caso di Taiwan che, nel primo semestre del 2025, ha fatto di Mosca il suo primo fornitore in assoluto di nafta.

Ancora Simplicius ha dedicato un articolo alla nomina della nuova capa dell’MI6: si chiama Blaise Metreweli e, manco a farlo apposta, è nipote di un noto collaborazionista nazista ucraino “il cui fascicolo criminale si estende su centinaia di pagine nell’Archivio Militare Federale Tedesco”.

Per chiudere, vi segnalo questo articolo del presidente di Rockfeller International, Ruchir Sharma, pubblicato sul Financial Times, sulla dipendenza dell’economia USA dalla bolla dell’AI: “Nonostante le crescenti minacce all’economia statunitense, grandi aziende e investitori sembrano imperturbabili. Sono sempre più convinti che l’intelligenza artificiale sia una forza così potente da poter contrastare tutte le sfide”; “In un certo senso, l’America è diventata una grande scommessa dell’intelligenza artificiale”. “Ciò suggerisce che l’intelligenza artificiale deve essere efficace per gli Stati Uniti, altrimenti la sua economia e i suoi mercati perderanno l’unica gamba su cui ora poggiano”. Quando leggiamo delle magnifiche sorti e progressive dell’AI, teniamolo a mente: mantenere viva la narrazione, per gli USA, è questione di vita o di morte.

Tags: andrej babisbolla AIcolloquicubadimissionidipendenzaegittoelezioniembargofornitura di armifranciaglobal sumud flotillaGreta Thunbergguerrala newsletter di ottolinamanifestazioniottoparlantepiano di paceRegno unitorepressionerepubblica cecarussiasebastien lecornusiriaucrainausavaldai clubvenezuelaVladimir Putin
ShareTweet
Next Post
Paesaggio infuocato. Donald Trump e Benjamin Netanhyau in primo piano

Divorzio USA - Israele: Trump costringe Bibi al tavolo delle trattative - Non chiamatelo Tg del 6 ottobre 2025

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

NEWSLETTER

Politica di Riservatezza

Mail: info@ottolinatv.it

Pec: giulianomarrucci@pec.it

P. IVA: 01780540504

Seguici su:

Ottolina TV | © Copyright 2024 | Tutti i diritti riservati

Politica di Riservatezza

Mail: info@ottolinatv.it

Pec: giulianomarrucci@pec.it

P. IVA: 01780540504

Ottolina TV | © Copyright 2024 | Tutti i diritti riservati

Politica di Riservatezza

Pec: giulianomarrucci@pec.it

Mail: info@ottolinatv.it

P. IVA: 01780540504

Ottolina TV | © Copyright 2024 | Tutti i diritti riservati

No Result
View All Result
  • Bettolina
    • Log-In/Log- Out
    • Bett8…chè?
    • Registrazione Bettolina
    • Password dimenticata?
    • Tutti i Gruppi
    • Blog degli utenti
  • Shop
    • Negozio
    • Pagamento
    • Carrello
    • Termini & Condizioni
    • Il mio account
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • La Tv
    • ¡Desaparecinema!
    • 8 Ore
    • 8Storia
    • Antrop8lina
    • Cosm8lina
    • Dazibao
    • Dirette
    • Fardelli d’Italia
    • Fiond8lina
    • Global Southurday
    • Guerriglia Radio
    • I Pipponi del Marrucci
    • Internazionale
    • Intervist8lina
    • La Bolla
    • La Rassegna Stramba
    • Le Pillole di Ottolina
    • Mondo Cina
    • Ottosofia
    • Ottosofia Live
    • Ottovolante
    • Pane e Volpi
    • Spin8ff
  • I Temi
    • Africa
    • Asia
    • Cina
    • Cultura
    • Economia
    • Europa
    • Italia
    • Americhe
    • Medio Oriente
    • Mondo
    • Russia
    • Scienza e Tech
    • U.S.A.
  • Bibli8teca
  • Libreria
  • Contatti
  • Chi siamo