La sinistra italiana festeggia la vittoria di Péter Magyar come se le elezioni fossero state vinte dal nipotino di Bela Kun; ma il successore di Orban, lungi dall’avere idee progressiste, ha davvero la forza politica di muoversi in una direzione più europeista così come sperano Calenda, Fratoianni e Civati? Magyar, dopo aver messo in chiaro il sostegno all’Ucraina, ha affermato che la geografia resta, pertanto l’Ungheria non può disaccoppiarsi dalla Russia; inoltre, potrebbe non rimuovere il veto sui 90 miliardi di prestito all’Ucraina né accettare il suo ingresso in Ue, senza contare la questione degli ungheresi della Transcarpazia: quali saranno le differenze sostanziali con la politica estera di Orban? Budapest è davvero a una svolta? Ne parliamo assieme a Francesco Dall’Aglio e Stefano Orsi a La Bolla, il format di geopolitica di Ottolina Tv condotto da Clara Statello; inoltre, commenteremo e analizzeremo lo svolgimento e l’esito dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, la svolta messianica di Trump e il blocco del blocco dello Stretto di Hormuz da parte statunitense, iniziato oggi alle 16.00.










