Gli Stati Uniti sono pronti ad una nuova guerra di aggressione all’Iran; ma quali sono gli scenari possibili Secondo Reuters, Trump starebbe valutando un insieme di attacchi mirati che facciano tremare le strutture di potere della Repubblica islamica e ridiano animo alle proteste, portando, nel migliore dei casi, ad un regime change o, comunque, indebolendo così tanto Khamenei da sottometterlo alla volontà degli aggressori; sempre secondo Reuters, l’amministrazione americana starebbe vagliando anche uno scenario in stile venezuelano – e, cioè, piuttosto che rovesciare il regime, compiere un semplice cambio di leadership che mantenga in piedi il regime, ma che porti al potere uomini disposti a fare più concessioni a Washington, così come non è nemmeno da escludere un attacco su larga scala contro i missili balistici e le infrastrutture energetiche che incendierà tutto il Medio Oriente e con esiti imprevedibili. A proposito:
secondo l’ultimo post di Trump, tutto questo ambaradan sarebbe per impedire che l’Iran si costruisca una bomba atomica. Ma aspetta un secondo: a giugno i magnifici e impareggiabili B2 degli Stati Uniti non avevano bombardato il programma nucleare iraniano a Fordow distruggendolo per sempre? Che è successo? Mentiva prima o mente adesso? Domanda idiota… I presidenti americani mentono sempre.
Ci vediamo per parlare di tutto questo e tanto altro con l’analista geopolitico Antonello Sacchetti,
che ci aiuterà a capire, in particolare, cosa potrebbe succedere nelle prossime ore e quale ruolo potrebbero giocare nelle trattative e nella guerra la Cina, la Russia, la Turchia e i Paesi arabi.









