Mentre la nostra zarina prepara si meticolosamente e con dovizia per il format domenicale di geopolitica amato dagli italiani, a Miami si decidono le sorti dell’Ucraina e dell’Europa – o, forse, sono già decise: dai vincitori; sembra che gli ucraini dovranno accettare dure condizioni, tra cui le cessioni territoriali e il ritiro dal Donbass, per mantenere il sostegno statunitense. Al tavolo sono seduti per la squadra americana il segretario di Stato Marco Rubio e due uomini di fiducia di Trump: il socio in affari Steve Witkoff e il genero Jared Kushner; la delegazione ucraina è monca del suo capo, l’ex braccio destro di Zelensky, Andriy Yermak, l’uomo che aveva “distrutto il piano in 28 punti di Trump” e, forse proprio per questa ragione, è stato messo fuori gioco dai principali partner di Kiev. Appare sempre più chiaro che la pace si avrà quando le condizioni dell’Alleanza si allineeranno alle richieste di Mosca, che la Casa Bianca vuole un accordo subito e che Zelensky ha offerto la testa del suo più stretto amico e collaboratore per salvare la sua. Ma sarà sufficiente? Ne parla la nostra Clara Statello con Stefano Orsi.











E l’Unione Europea, secondo Politici, da attore passivo passerà alla guerra ibrida con la Russia cge in un modo o in un altro dovrà risultare colpevole da giystiziare. Operazioni sotto falsa bandiera organizzate da MI 6, Mossad perché Israele ha i suoi figli ib Ucraina come Jermak.Aerei militari ucraini sono stati visti all’aeroporto di Tel Aviv per caricare armi
Solo la resa incondizionata dell’Ucraina porterà a veri trattati di pace. Ma resta comunque il problema Nato di cui nessuno parla., il cui segretario Rutte afferma che attacchi preventivi alla Russia sono in realtà difensivi. La guerra per procura non è stata solo americana è stata anche Nato.che non smetterà di provocare la Russia e che potrà cercare un altro stato come la Moldavia da usare contro la Russia. Il gioco resta in piedi
Stefano Orsi, il Sicilia hanno le lupare…