La propaganda per giustificare lo sterminio del popolo palestinese è una costante del mondo libero e democratico, ma a volte raggiunge picchi inesplorati, e negli ultimi giorni abbiamo visto cose che voi umani… Il motivo è semplice: a due anni dall’inizio del primo genocidio in diretta streaming della storia dell’umanità, il piano di pace che tutti sono stati costretti a salutare come una manna del cielo, impone un esito palesemente inaccettabile: invece di disarmare l’autore del genocidio, si disarma chi l’ha subito. Per giustificare questa aberrazione ci vuole un’ideologia forte, e un’ideologia forte ha bisogno di un mito fondativo; e questo mito fondativo non può che essere il 7 ottobre, un’operazione militare della resistenza palestinese perfettamente legittima trasformata, a suon di fake news, in un attentato terroristico. Neonati date alle fiamme, donne decapitate, oltre 1000 civili assassinati per puro sadismo: tutte fake news abbondantemente smontate nel corso di questi due anni, ma che, magicamente, ci vengono imposte di nuovo come realtà storiche incontrovertibili; incredibilmente, anche da chi, a parole, simpatizza con le mobilitazioni pro palestinesi, come l’astro nascente dei Dem USA Mamdani. La propaganda dello stato criminale e terrorista di Israele viene imposta come l’unica verità legittima, nonostante, in questi due anni, Israele abbia sistematicamente impedito ogni tipo di indagine indipendente: è come farsi raccontare la realtà dei campi di concentramento dai negazionisti della Shoah e mettere al bando chiunque, prove alla mano, sollevi qualche dubbio.
S ricordarlo, sommessamente, non sono i portuali di Genova, Francesca Albanese o Greta Thumberg, ma il buon vecchio John Mearsheimer: “Dal punto di vista del diritto internazionale”, ricorda, “il tentativo di Hamas di uscire dal campo di concentramento di Gaza e ingaggiare in combattimento le forze armate israeliane è del tutto legittimo”; in questo contesto “L’uccisione di soldati israeliani non è omicidio. Ovviamente ci sono state anche vittime civili e, ovviamente, chiunque abbia ucciso quei civili ha commesso un crimine di guerra. Ma le evidenze di questi due anni ci fanno dire che non molti di questi sono stati uccisi da Hamas. Il grosso delle vittime sono stati soldati, che erano target legittimi, e molti dei civili sono stati uccisi direttamente dalle forze armate israeliane”. Il riferimento è all’intervento massiccio delle forze armate israeliane per contrastare l’operazione diluvio di Al Aqsa e, in particolare, alla famigerata Dottrina Annibale, che impone alle forze armate sioniste di evitare con ogni mezzo necessario di permettere alla resistenza palestinese di rapire cittadini israeliani, a costo di ucciderli. Secondo numerose ricostruzioni, in tutto, le forze armate israeliane hanno issato in volo almeno 28 elicotteri da combattimento: “Penso che non si possa sottovalutare quanti israeliani siano stati uccisi a causa dell’impiego di tutta quella potenza di fuoco”, ha sottolineato Mearsheimer; “Se si guardano molte delle immagini e si ascolta cosa è successo, è abbastanza chiaro che quegli elicotteri Apache hanno davvero devastato tutto ciò che si trovava a terra”, “E, naturalmente, questo includeva anche i civili israeliani”. Sono tutte cose che si sanno da due anni e che, in questi due anni, sono state documentate e arci-documentate, ma contro la propaganda giustificazionista, non c’è giornalismo d’inchiesta che tenga. Per rinfrescarvi la memoria, vi riproponiamo un estratto da un vecchio video che avevamo pubblicato pochi giorni dopo l’operazione diluvio di al Aqsa, quando ormai anche nella stessa stampa israeliana era già emerso con chiarezza il ruolo delle forze armate israeliane nel massacro degli stessi civili israeliani.
Alla fine della seconda guerra mondiale, i crimini della follia nazista divennero patrimonio comune di tutto il mondo libero e democratico; d’altronde, i nazisti avevano perso la guerra. Il rischio, oggi, se davvero il piano per imporre la resa incondizionata alla resistenza palestinese dovesse andare in porto, è che fake news dopo fake news, propaganda dopo propaganda, i crimini dello stato terrorista di Israele piano piano vengano nascosti sotto il tappeto, nonostante li abbia commessi in mondovisione: è la normalizzazione del genocidio come strumento di ultima istanza per garantire la sopravvivenza dell’imperialismo; i milioni di persone che si sono mobilitate nelle ultime settimane e che, perlomeno, sembra abbiano imposto un’accelerazione per arrivare a una pausa nei bombardamenti, dovrebbero tenerlo a mente. Non permetteremo che le nostre vittorie si trasformino in un trionfo e in un assoluzione per lo stato terrorista di Israele! Per mantenere gli occhi puntati sulla realtà dei crimini dell’unica democrazia del Medio Oriente, abbiamo anche bisogno di un vero e proprio media indipendente, ma di parte, quella del 99%. Aiutaci a costruirlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal.
E chi non aderisce è David Parenzo









