I BRICS mettono le basi per un nuovo sistema di pagamenti internazionali autonomo e, per salvare il dollaro, il povero Trump, dopo il Venezuela, è costretto ad aggredire anche l’Iran. L’India si prepara ad ospitare il nuovo vertice dei BRICS e mette sul tavolo un carico da 11: lo sviluppo di un nuovo sistema di pagamento basato sulle nascenti valute digitali delle Banche Centrali dei Paesi membri; non è la fantomatica valuta dei BRICS – che, fortunatamente, non esiste e non esisterà mai, che di puttanate come l’Euro una ci basta ed avanza -, ma è un tentativo concreto e pragmatico di coniugare la sovranità monetaria di ogni Paese con la possibilità concreta di emanciparsi dalle infrastrutture finanziarie create a immagine e somiglianza degli interessi USA, a partire da quella trappola infernale che si chiama SWIFT. Per Trump, per il dollaro e per la sostenibilità dello sterminato debito pubblica USA potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso e, per provare a salvare baracca e burattini, al buon Donaldo rimane un’unica arma: la guerra, vera o minacciata. Prima è toccato al Venezuela e, ora, all’Iran: in entrambi i casi, ostacolare l’export di petrolio con le sanzioni è un lusso che non ci si può più permettere; chi ha materie prime deve tornare a esportarle in gran quantità, però deve farsele pagare in dollari e, con quei dollari, deve comprare debito USA e aiutare Washington a salvare il suo capitalismo decotto. Funzionerà? Ne abbiamo parlato con il nostro sempre lucidissimo Alessandro Volpi.









