Torino non Russa e si riunisce tutta come un sol uomo dietro a Pina Picierno e a Carletto Cacarellando Calenda contro lβormai onnipresente e insopportabile propaganda al soldo del Cremlino; la pietra dello scandalo, probabilmente, la conoscete giΓ : per mercoledΓ¬ 12 novembre, lβANNPIA, lβAssociazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, aveva organizzato a Torino una conferenza con il professor Angelo DβOrsi e il giornalista Vincenzo Lorusso. βLa guerra in Ucraina ha avuto come conseguenze lo svilupparsi di una diffidenza per tutto ciΓ² che Γ¨ russoβ recitava il volantino, ma βin realtΓ la pace passa attraverso il dialogo, e non dal rifiuto delle cultureβ, senza neanche un minimo accenno nΓ© ai chip delle lavatrici, nΓ© alle pale e nemmeno alle innumerevoli malattie terminali del plurimorto dittatore del Cremlino; piΓΉ propaganda putiniana di cosΓ¬…Β Ma ai paladini della democrazia e della libertΓ non la si fa, ed ecco cosΓ¬ che, come ormai dβabitudine, Γ¨ iniziata la crociata: questa conferenza non sβha da fare, nella cittΓ che ospita lβillustre Iacopo Jacoboni, poi, proprio non Γ¨ cosa. βEvitiamo questo schifo?β, scrive su Facebook Carletto librocuore rivolto al sindaco di Torino – che, ironia della sorte, di cognome fa anche lui Lo Russo; e chi lo spiega poi ai torinesi che no, non Γ¨ vero che la Russia ha perso la guerra giΓ 2 anni e mezzo fa e che Putin, ancora oggi, sembra godere di ottima salute? Detto fatto: passano appena poche ore ed ecco che arriva il comunicato ufficiale; e indovinate da dove? Dal profilo personale su X di Pina Picierno. Giuro! Il mondo – e lo stesso Angelo DβOrsi, professore ordinario per oltre 40 anni e autore di innumerevoli testi tradotti in tutto il pianeta – per sapere che in Italia non cβΓ¨ piΓΉ libertΓ di parola deve seguire il profilo X di Pina Picierno…
Dβaltronde, ha perfettamente senso; la censura era partita proprio da lei: Γ¨ lei che chiama il sindaco, che chiama lβassessore, che chiama il gestore del posto, che al mercato mio padre comprΓ². Ormai, per Pina, quello di censurare chiunque non la pensi come lei e Calenda (e, cioΓ¨, approssimativamente lβ80-90% degli italiani) Γ¨ diventato un mestiere a tempo pieno; ma come insegna Gramsci, che la nostra Pina e il nostro Carletto, da intellettuali di spessore che sono, sicuramente hanno studiato attentamente, per vincere la battaglia dellβegemonia non basta solo comandare con la forza bruta: bisogna anche mobilitare e convincere. Ed ecco, allora, la decisione: il 12 novembre non solo Torino sarΓ liberata dalla propaganda di Angelo DβOrsi, ma sarΓ attraversata da una grande manifestazione per la democrazia e la libertΓ contro il fascismo che arriva da Oriente. Parte cosΓ¬ un battage senza soste: interviste, ospitate, appelli scritti, appelli in video, mailing list, gruppi WhatsApp, e fioccano le adesioni; non solo Azione e +Europa, ma anche Vox, il prestigiosissimo Partito Liberaldemocratico, un altro che si chiama Radicali Europei e, soprattutto, tanti singoli individui che sui social si presentano con lβimmancabile abbinata bandiera ucraina – bandiera dellβUnione europea – una garanzia di qualitΓ . Poi il 12 novembre arriva, ma il giorno dopo, su tutte queste pagine che avevano sostenuto lβiniziativa, della manifestazione non cβΓ¨ traccia; non dico un video fatto bene, ma proprio manco ‘na foto, un selfie, qualsiasi cosa: comβΓ¨ possibile? La macchina della propaganda putiniana ha hackerato tutti e non riescono a postare?
Non proprio: il punto Γ¨ che, probabilmente, non Γ¨ andata esattamente come speravano. A farci sapere comβΓ¨ andata Γ¨ toccato alla nostra Clara Statello, che sul suo canale TelegramΒ ha pubblicato questo video qua; non esattamente un bagno di folla, diciamo: secondo il Fatto Quotidiano, 82 persone (ottantadue). Non ci sono andati manco loro: Carlo Calenda Γ¨ letteralmente sparito; Pina Picierno solo da remoto (Γ¨ quella vocina che si sente al megafono, con tanto di scurreggine per le interferenze – che sono comunque la parte migliore dellβintervento). Anche le istituzioni cittadine, evidentemente, sono ormai irreversibilmente infiltrate dalla potente macchina propagandistica russa… Ed ecco, cosΓ¬, che di tutti i consiglieri, alla fine in piazza cβΓ¨ solo lui: si chiama Silvio Viale, non esattamente una garanzia di successo, diciamo. Leader storico di Lotta Continua, a metΓ anni β80 scopre la vocazione ecologista; 15 anni di militanza nei Verdi, perΓ², non gli danno le soddisfazioni sperate, ed ecco cosΓ¬ che, nel 2001, cambia casacca e aderisce al Partito Radicale, che lo sostiene alle elezioni di sindaco. Ma non Γ¨ abbastanza: alla fine raggiungerΓ a malapena lβ1,5%. Quattro anni dopo, prova a giocarsela in casa: si candida a segretario del Partito Radicale, ma perde pure lΓ¬ contro Daniele Cazzopene (ups, pardon! Capezzone. Daniele Capezzone).
Ma il nostro Silvio non Γ¨ tipo da scoraggiarsi: cinque anni dopo strappa ad Emma Bonino lβok per una candidatura alla presidenza della regione Liguria; la lista, perΓ², non riesce a raccogliere le firme necessarie per presentarsi. Ma chi la dura la vince, soprattutto se Γ¨ disposto a non guardare in faccia a nessuno; il nostro Silvio, allora, cambia strategia e, da battitore libero e itinerante, decide di provare a intrufolarsi tra le liste del PD. E’ la scelta giusta; dopo decine di tentativi, finalmente Viale entra in consiglio comunale, ma Γ¨ una vittoria amara: nella lista degli eletti risulta al decimo posto (su dieci). Lβintera coalizione, rispetto alle elezioni precedenti, perde quasi 10 punti percentuali; ciononostante, riesce comunque a eleggere il sindaco, ma forse non cβΓ¨ troppo da festeggiare: quel sindaco si chiamaΒ Piero Fassino. Da lΓ¬ in poi, lβaura di sfiga che contagia chiunque abbia mai avuto a che fare anche solo per pochi minuti con Piero Fassino ostacolerΓ la lenta ascesa politica del nostro Silvione: alle successive elezioni comunali viene rieletto, ma la coalizione perde e pure lui raccoglie oltre il 30% delle preferenze in meno; e a quelle ancora successive, viene eletto di nuovo, ma con la metΓ dei voti. E’ un lento (ma inesorabile) cammino verso lβoblio definitivo che perΓ², recentemente, viene bruscamente interrotto da un breve, ma significativo, rigurgito di popolaritΓ – anche se non proprio positiva: la procura di Torino, infatti, giusto lunedΓ¬ scorso, dopo lunghe indagini ha chiesto per il nostro Silvio un anno e 4 mesi di carcere; ginecologo, Γ¨ accusato di violenza sessuale ai danni di alcune pazienti. Una brutta botta!
Per fortuna che Silvio, da tempo, sta lavorando a un piano B: se non cβΓ¨ modo di racimolare un poβ di consenso, proviamo almeno a piacere alla gente che piace; ed ecco, cosΓ¬, che Viale si fa interprete senza se e senza ma di quella eccentrica scuola di pensiero secondo la quale Putin in Ucraina sta commettendo un genocidio, maΒ Israele a Gaza esercita il sacrosanto diritto allβautodifesa, e quando si presenta lβopportunitΓ , eccolo che si catapulta a testa bassa nella battaglia di civiltΓ dellβanno. Anche per Silvio, nonostante lβabbiocco che gli ha fatto venire in questi 15 anni, Torino non Russa; ma, seppur con tutto lβentusiasmo possibile immaginabile, anche lui, quando sβΓ¨ ritrovato circondato da un numero di persone inferiori ai suoi stessi elettori, sβΓ¨ fatto prendere dallo sconforto: βIl consigliere comunale Silvio Viale Γ¨ rassegnatoβ, riporta Lorenzo Giarelli sul Fatto Quotidiano. βSono lβunico consigliere in piazza oggiβ, ha affermato sconsolato; e pensare che, giusto un mesetto fa, aveva ancora la forza di ironizzare sulla sconfinata piazza di Torino contro il genocidio di Gaza: βPer Gaza meno che al Torino Prideβ, βAlzate un poβ queste stime su, arrivate a 200 mila e fate pariβ. Beh, se usavano lo stesso moltiplicatore degli attivisti di Europa Radicale, ci arrivavano: βCentinaia di persone in piazza Carignanoβ, scrivevano su X allegando una foto dove di persone ce ne sono 21, comprese quelle mezze tagliate; βQuasi venti centinaiaβ commenta un utente (eeehhh… Si vede proprio che anche lui Γ¨ un propagandista putiniano). Ovviamente, risponde Europa Radicale, βquesta Γ¨ solo una parteβ; Γ¨ vero: effettivamente non sono 21, ma circa una sessantina – che sono comunque sempre di piΓΉ dei lettori de Linkiesta, la testata dove scrive il marito di Pina Picierno, Massimiliano Coccia che, sotto la nuova direzione turborenziana, dal promettente e innovativo progetto di informazione indipendente online ai tempi del buon Jacopo Tondelli, Γ¨ diventata la caricatura dβun media, che in confronto Ottolina Tv Γ¨ tipo la BBC.
In realtΓ , perΓ², la campagna russofoba di Pina & co un poβ di gente lβha smossa davvero, solo non come volevano loro: la conferenza del professor DβOrsi, infatti, alla fine ieri a Torino si Γ¨ tenuta lo stesso; autorganizzata, in un piccolo circolo cittadino, senza santi in paradiso. E il risultato Γ¨ statoΒ questo qua; e, allora, che Dio ci regali 10, 100, 1000 censori come la compagna Pina e suo marito, da 10 anni garanzie assolute di fallimento assicurato. Lβunico rimorso Γ¨ che, alla fine, ad oggi contro Ottolina Tv ancora non se la sono mai presa: dobbiamo fare di meglio, dobbiamo fare di piΓΉ! Aiutaci: metti mi piace a questo video, condividilo e, se proprio vuoi far sbroccare Pina, aderisci anche alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv suΒ GoFundMeΒ e suΒ PayPal.
E chi non aderisce Γ¨ Massimiliano Coccia
















Grandissimo Marrucci.
un capolavoro!