Anna Zafesova, 13 maggio 2025: “L’Ucraina e incorruttibile”; sempre Anna Zafesova, esattamente 6 mesi dopo: “Ville in Svizzera e milioni all’estero: ecco la tangentopoli che assedia Zelensky”. L’inchiesta Midas ha portato alla luce il più grande scandalo di corruzione dall’inizio della guerra contro la Russia: una Mani pulite ucraina tra tangenti, appalti truccati, raccomandazioni e milioni di dollari dirottati in dacie fuori Kiev e in offshore legati anche a Mosca. Che un’inchiesta di tal fatta esca proprio in questo momento di massima difficoltà dell’esercito al fronte e di chiare divergenze con l’amministrazione americana (e forse, più sotto traccia, anche europea) non può essere un caso; che si tratti di una resa dei conti interna ci sono pochi dubbi: Moon of Alabama suggerisce come dietro a questi scandali ci sia soprattutto la lotta intestina per il potere tra Zelensky e l’ex premier Poroshenko. Ma, a giudicare anche dalla reazione della stampa mainstream (clamoroso il caso della Zafesova), potrebbe esserci anche di più, ossia il tentativo dell’Occidente di scaricare Zelensky e la sua cricca, ormai non più funzionale ai piani dell’imperialismo dopo la sconfitta rimediata; o, quantomeno, un chiaro avvertimento per ricordare a Zelensky che l’Ucraina non è uno Stato sovrano, ma è roba nostra, e durante questa fase di negoziati il presidente ucraino non tiri troppo la corda e non provi a portare avanti un’agenda politica indipendente. Di tutto questo ne abbiamo parlato con il direttore di InsideOver Fulvio Scaglione.











Io comincerei ad imdagare anche sui politici dei governi occidentali visti i millioni di euro che dicono di avere speso per gli aiuti inviati senza mai aver rendicontato nulla..