Dal palazzo di vetro dell’ONU il messaggio di Trump è stato abbastanza chiaro: per far tornare l’America di nuovo grande, bisogna puntare tutto su gas e petrolio e nessuno ci venga a rompere i coglioni con la storia del cambiamento climatico. L’industria fossile USA già oggi vale circa 3 mila miliardi ed è solo l’inizio, perché con la forza ha imposto ai vassalli di disaccoppiarsi dalla Cina, che significa rinunciare alla transizione, e poi anche dalla Russia, che vuol dire che l’energia la dovranno comprare dagli amici di Forrest Trump. Ma per fondare il nuovo impero sull’oro nero, tocca indebolire il dollaro, sennò, dai dai, va a finire che la concorrenza degli altri produttori ci asfalta; e se indebolisci il dollaro per farti gli affari tuoi, il dollaro smette di essere il punto di riferimento del capitalismo globale e tocca tornare, appunto, all’800, dove a garantire le transazioni commerciali non era la tenuta di una valuta, ma l’oro, che tutti si stanno comprando in quantità mai viste (a partire dalla Cina). E, negli ultimi 12 mesi, è passato da 2600 a 3800 dollari. Di questo rapido ritorno all’800 abbiamo parlato con il nostro sempre lucidissimo Alessandro Volpi.









