La Russia sta per prendere Pokrovsk, ma la pressione militare sta salendo lungo tutto il fronte da nord a sud; intanto a Kiev la classe dirigente si divide e non sa che pesci prendere, tra processi per corruzione e servizi segreti contestati, ma poi riabilitati. Nel frattempo, Tel Aviv opta per la completa occupazione di Gaza e minaccia persino il sud della Siria. Gli Stati Uniti sembrano non esercitare un’influenza così efficace sugli alleati mediorientali, che optano per la forza bruta in base alle proprie estemporanee necessità interne. L’Europa, stanca e demoralizzata, sembra destinata a non giocare nemmeno il ruolo di attore non protagonista in questo enorme scontro tra potenze. Ne parlano il nostro Gabriele Germani e Giacomo Gabellini.










La corruzione è sempre stata una caratteristica ucraina, era uno degli aspetti da risolvere per l ingresso nella UE