Soldati europei sul terreno e 100 miliardi di dollari per armi USA da destinare al regime di Kiev: sarebbero queste le famose garanzie si sicurezza sulle quali i nostri leader europei stanno lavorando per l’Ucraina post-bellica. Sì, avete capito bene. Dalla riunione virtuale di ieri dei volenterosi, co-presieduta da Keir Starmer ed Emmanuel Macron, è arrivata la conferma: “I team militari della coalizione si incontreranno con le loro controparti Usa nei prossimi giorni per definire solide garanzie di sicurezza” e per “preparare l’invio di una forza di rassicurazione” dopo la guerra. E Zelensky avrebbe proposto lunedì al presidente americano di acquistare armi dal Pentagono, finanziate però dall’Europa: i contribuenti europei dovrebbero, insomma, pagare un’ennesima tassa (agli USA) pur di accontentare la volontà di disimpegno di Trump in Europa, di armare Zelensky e continuare le ostilità con la Russia una volta raggiunto un cessate il fuoco e congelata la linea del fronte; ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere… Secondo l’ultimo rapporto de Kiel Institute, il totale degli aiuti occidentali diretti a Kiev da febbraio 2022 a metà 2025 è di circa 267 miliardi di euro; di questi, 143 miliardi sono assistenza militare: 65 miliardi da Washington e 78 dagli europei, che hanno quindi ufficialmente superato gli USA negli aiuti. E per ottenere che cosa? In questi anni abbiamo finanziato pesantemente la nostra sconfitta e, invece di ammettere la catastrofe e cambiare completamente rotta, i nostri governanti insistono su questa linea facendo pagare ai loro popoli un conto salatissimo. Mandiamoli #tuttiacasa.















