Si chiama European Defense Industry Programme e prevede una cosa agghiacciante: in caso di crisi, e cioè quando gli pare, i lavoratori legati alla produzione delle armi potrebbero dover lavorare per più di 13 ore al giorno; e siccome per produrre le armi serve letteralmente tutto, potrebbe riguardarti molto più da vicino di quanto non credi: anche se lavori nell’elettronica, nella logistica o nell’energia. D’altronde, proteggere il giardino ordinato dai cosacchi pronti a invadere Lisbona non è un pranzo di gala, tranne che per gli azionisti dell’industria bellica – in particolare, strano ma vero, quella tedesca: secondo l’ultimo rapporto del SIPRI, le 4 big dell’industria militare teutonica nel 2024 hanno registrato un bel +36% di ricavi; mentre l’economia arranca, un business irrinunciabile che ha convinto la stragrande maggioranza dei parlamentari europei ad approvare l’ennesima risoluzione sull’Ucraina. Per la prima volta, nel titolo parla espressamente di pace; tanto è bastato per convincere tutti i parlamentari di AVS presenti a votarla, senza se e senza ma: peccato che, dietro al titolo, ci sia l’impegno per una guerra all’ultimo ucraino, fino a che non crolla la Russia di Putin (nel duemilacredici). Per fortuna che a Bruxelles c’è anche qualcuno che è sempre in prima linea a denunciare i deliri e a contrastare queste follie: si chiama Marc Botenga, è un rappresentante del Partito del Lavoro del Belgio e uno dei pochissimi che potrebbe permettere agli appassionati della materia di definirsi ancora di sinistra senza per forza vergognarsi.











Bravi
AdESSO METTO MI PIACE E SUBITO DOPO METTO DUE SOLDI per la causa Grazzie di tutto da GRAZIANO