video a cura di Davide Martinotti
Il Partito Comunista Cinese, più che spaventare i capitalisti occidentali, li attira; mentre l’Occidente predica il decoupling, Apple fa l’esatto contrario: Tim Cook, questa settimana, è volato a Pechino per pianificare nuovi investimenti nel settore ricerca e sviluppo. Non in India, dove produce a basso costo, ma in Cina, dove ormai si sviluppa la tecnologia di fascia alta; e non è solo Apple: contemporaneamente, le grandi banche di investimento americane indicano la Cina come porto sicuro nella tempesta dei dazi, e mentre in Europa si commissariano aziende cinesi (British Steel, Nexperia), in Cina il capitalismo occidentale cerca di salvarsi da se stesso. La Cina potrebbe, infatti, essere una valvola di sfogo per l’imminente scoppio della nuova bolla finanziaria, indicata da vari osservatori come una bolla che potrebbe fare evaporare 35 mila miliardi di dollari nei mercati azionari legati agli Stati Uniti; ma se negli USA si gonfia una nuova bolla finanziaria, in Cina si investe nell’economia reale, con politiche che entreranno nel prossimo piano quinquennale (2026-2027), un ambizioso programma di investimenti in tecnologia e innovazione di cui si discuterà la settimana prossima in occasione del quarto plenum. Cosa aspettarci da tutto questo? Ne parliamo in questo video!









