Oggi a Washington, in uno dei summit del secolo, i principali Paesi europei e Zelensky faranno visita a Trump per implorarlo di continuare la guerra alla Russia: sia i regimi europei che quello di Kiev devono infatti, in tutti i modi, cercare di guadagnare altro tempo per evitare di ratificare una clamorosa sconfitta (e, quindi, ridimensionamento senza precedenti) di tutto il continente. La loro speranza – così come quella del Partito Democratico americano e di quel pezzo di capitalismo occidentale che li sostiene – è infatti quella che Trump sia solo un’anomalia, un bug del sistema imperiale occidentale che verrà prima o poi eliminato così da riprendere il business as usual degli ultimi decenni, una speranza che non tiene conto proprio di quelle contraddizioni strutturali del secolo breve neoliberista che hanno causato l’inizio del declino dell’Occidente nel mondo; ma qui si tratta solo di sopravvivere politicamente e continuare a fare profitti il più a lungo possibile, non certo di essere lungimiranti. Riusciranno i nostri eroi a guadagnare altro tempo? O questa sera si consumerà un’umiliazione storica per il fronte della guerra? Ne abbiamo parlato con Giacomo Gabellini.















