Alberto Bradanini non è un analista qualsiasi: è stato ambasciatore d’Italia prima a Teheran e poi a Pechino, due capitali che, negli ultimi decenni, sono state al centro di tutte le grandi trasformazioni geopolitiche del pianeta. L’Iran, cuore delle tensioni mediorientali; la Cina, protagonista principale della crisi dell’ordine unipolare a guida statunitense: proprio per questo la sua voce pesa, perché quando Bradanini parla dell’Italia come di un Paese che non è pienamente sovrano, non lo fa da osservatore esterno, né da commentatore improvvisato. Lo fa da uomo che, per anni, ha rappresentato lo Stato italiano nei luoghi dove la storia si decide davvero. In questa intervista, l’ex ambasciatore a Pechino descrive l’Italia come un Paese stretto dentro una doppia gabbia: da una parte, la subordinazione politico-militare agli Stati Uniti, fatta di basi, truppe, NATO e vincoli strategici mai davvero messi in discussione; dall’altra, la subordinazione economico-monetaria all’Unione europea che ha progressivamente svuotato gli spazi reali della democrazia e della politica economica nazionale. Il risultato è un Paese che ha perso capacità industriale, autonomia diplomatica, visione strategica e perfino l’abitudine a pensarsi come soggetto sovrano; dalla Via della Seta alla Cina, dal ruolo delle élite italiane alla crisi dell’Unione europea, dal rapporto con Washington alla possibilità di ricostruire una politica estera fondata sugli interessi reali del paese, Bradanini mette sul tavolo una critica durissima dell’establishment italiano ed europeo, una critica che fa ancora più rumore proprio perché arriva da qualcuno che quell’establishment lo conosce dall’interno. Una conversazione scomoda, radicale, necessaria, perché la domanda di fondo è semplice: l’Italia può ancora decidere qualcosa del proprio futuro? Oppure ha definitivamente interiorizzato la propria subordinazione?
















L’Italia che è stata ridotta in schiavitù statunitense con i trattati di pace del 1947 non ha mai deciso niente
Ha visto la Trilaterale, Gladio e i servizi segreti dell’anglosfera
La Cia ha usato le Brigate Rosse per rapire e uccidere Aldo Moro che stava per fare un governo con Enrico Berlinguer. La Cia ha ucciso Mattei perché disturbava le società petrolifere americane. 2 agosto 1980 viene piazzata una bomba americana alla stazione di Bologna uccidendo più di 80 persone. Italia in mano ai sionisti americani