“In caso di un attacco preventivo della NATO, la Russia non aspetterebbe che un eventuale conflitto passi a quella che l’Occidente definisce una fase convenzionale” ha scritto il generale e deputato della Duma Andrei Gurulëv commentando le parole dell’ammiraglio della NATO Giuseppe Cavo Dragone sulla possibilità di un attacco preventivo ai russi. Sul piano delle trattative, oggi è un giorno importante: Witkoff proporrà a Putin il piano di pace, rivisto dopo le correzioni ucraine, e capiremo meglio se l’Occidente fa su sul serio o se, preso dal proprio caos strategico e conflitti di potere interni, non è ancora pronto a sedersi al tavolo trattative; speriamo solo che a prevalere non sia la linea apocalittica sintetizzata due giorni fa da Dragone al Financial Times, secondo il quale l’Alleanza atlantica starebbe pensando ad un approccio più aggressivo e proattivo per dissuadere la Russia ad attaccare, anche sotto forma di attacchi ibridi ed informatici preventivi. Speriamo davvero, perché nel caso l’idea psichiatrica dell’attacchiamo la Russia così evitiamo la guerra con la Russia dovesse davvero passare, Mosca non starebbe certo a guardare. Anzi, si prepara da sempre – e, in particolare, negli ultimi anni – a scenari di questo tipo.










