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L’Occidente vuole organizzare un colpo di Stato in Venezuela e sgrida Trump perché non ci riesce

OttoParlante - La newsletter di Ottolina (13/11/25)

OttolinaTV by OttolinaTV
13/11/2025
in Americhe, Articoli, Europa, U.S.A.
3

Il Marru

Finalmente è tornato! Quanto ci era mancato… John baffo sbarazzino Bolton torna a pontificare dalle pagine del Washington Post:

Ecco il modo giusto per rovesciare Maduro, titola: “La cruda realtà è che ci vorrà tempo e duro lavoro”. “Il popolo venezuelano ha tutte le ragioni per rovesciare il regime repressivo, corrotto e fallimentare di Nicolás Maduro” scrive, e gli USA, vista “l’influenza pervasiva di Russia, Cuba, Cina e Iran” hanno esigenze inderogabili di “sicurezza nazionale”; ma “Far saltare in aria imbarcazioni cariche di droga, uccidendone gli equipaggi… non destabilizzerà Maduro” e mandare la portaerei Ford può impressionare, ma non è una strategia: “La cruda realtà”, sottolinea Bolton, “è che il lodevole obiettivo di estromettere la banda di Maduro richiederà tempo e duro lavoro” e “richiederà il sostegno bipartisan degli Stati Uniti, una coalizione internazionale rinnovata e la fornitura all’opposizione venezuelana delle risorse materiali di cui ha bisogno ma che attualmente non ha”, ma, soprattutto, “compiere sforzi molto maggiori per strangolare politicamente ed economicamente i delinquenti di Caracas” – cioè, assediarli e affamarli e, poi, dare la colpa al regime di Maduro. Si vede, eh, che di golpe eterodiretti Bolton se ne intende… Per fare tutto questo, sottolinea Bolton, servono “una pianificazione e un’attuazione rigorose e costanti” e “non una messinscena teatrale”: “Se Trump avesse dimostrato una visione strategica coerente, piuttosto che una vanagloria personale, potremmo avere motivi di ottimismo. Ma la sua propensione ad agire precipitosamente, a cambiare idea e a prestare scarsa attenzione alle conseguenze delle sue azioni sono tutti segnali di pessimo auspicio”; fortunatamente, però, “esiste ancora l’opportunità di apportare correzioni e deporre Maduro” e “non dovremmo sprecarla”.

 

Bolton non è l’unico che, dalle pagine del Washington Post, teme che Trump non sia abbastanza strategico per riuscire finalmente a mettere fine alla rivoluzione bolivariana: 

“La campagna militare mortale e solitaria dell’amministrazione Trump in America Latina sta incontrando una crescente resistenza da parte di alcuni alleati e partner di lunga data degli Stati Uniti, con la Francia ora tra coloro che hanno espresso obiezioni alle uccisioni guidate dal Pentagono”. Il giorno prima era stato il turno della Gran Bretagna:

“Il Regno Unito ha sospeso la condivisione di alcune informazioni di intelligence con gli Stati Uniti, suo stretto alleato, in merito agli attacchi letali dell’esercito statunitense contro presunte imbarcazioni dedite al traffico di droga nei Caraibi, poiché Londra ritiene che gli attacchi siano illegali e non vuole esserne coinvolta”, riportava ieri The Hill; evidentemente, non sono stati in grado di garantire ai soldati inglesi quello che Washington ha garantito agli statunitensi:

“L’Ufficio di consulenza legale (OLC) del Dipartimento di Giustizia ha dichiarato in un parere riservato redatto quest’estate che il personale che prende parte ad attacchi militari su presunte imbarcazioni adibite al traffico di droga in America Latina non sarà esposto a future azioni penali”. Al momento, si tratta in tutto di ben 19 attacchi che hanno causato 76 vittime: “Gli esperti di leggi belliche sostengono che le attività dell’amministrazione Trump siano illegali perché le piccole imbarcazioni prese di mira trasportano civili presumibilmente coinvolti nello spaccio di droga, non in ostilità armate contro gli Stati Uniti o i suoi cittadini”; in punta di diritto, la diatriba è tra chi sostiene che “i cartelli della droga stanno vendendo droga per finanziare una campagna di violenza ed estorsione” e chi, invece, che “i trafficanti ricorrono alla violenza per proteggere il loro traffico di droga”. Nel secondo caso, gli attacchi sarebbero palesemente illegittimi; nel primo, no. Insomma: si chiama guerra una cosa che guerra non è per legittimare il ricorso a metodi palesemente illegali, un po’ come fece Bush durante la War on Terror per giustificare il ricorso alla tortura. “Non conosco nessun altro esempio di diritto interno o internazionale in cui qualcuno abbia sostenuto che introdurre droga in un Paese sia il tipo di violenza organizzata che può scatenare un conflitto armato e dare alla nazione il diritto di uccidere persone semplicemente perché fanno parte di una presunta forza nemica”, ha affermato Martin Lederman, vice procuratore generale aggiunto dell’OLC durante l’amministrazione Obama, che ora insegna alla Georgetown Law. Adam Isacson, studioso dell’Ufficio di Washington per l’America Latina, ha affermato che “non ci sono prove” che le gang utilizzino i profitti della droga con l’intento di promuovere violenza o caos negli Stati Uniti: ”Questi gruppi sono aziende”, ha affermato; ”Se compiono violenze negli Stati Uniti, lo fanno per profitto, non per seminare terrore”.
Oggi, come durante la War on Terror di Bush, il parere dell’OLC non rende qualcosa di palesemente illegale legale, ma tranquillizza chi deve premere il grilletto: nel caso del ricorso alla tortura durante la War on Terror, infatti, con l’amministrazione Obama il via libera dell’OLC venne cancellato, ma i colpevoli non vennero comunque perseguiti perché erano giustificati dall’interpretazione delle regole che era in vigore prima. Insomma: un po’ la linea adottata durante il processo di Norimberga dai peggio nazisti, ai quali gli USA assomigliano sempre di più.

Tags: barche bombardatedonald trumpdrogajohn boltonla newsletter di ottolinanarcotrafficonicolas maduroottoparlanteusavenezuela
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Comments 3

  1. Maria Rosa Pellegrini says:
    9 mesi ago

    La ex Italia è controllata da e guidata dai criminali di Wasghinton fin dal 1949 anno di creazione della Nato. Ma anche dai sionisti che guidano gli Stati Uniti e il mondo occidentale. I sionisti vogliono prendere il controllo di internet per oscurare canali che pubblicano articoli che denunciano le azioni criminali di Israele e perseguire i loro creatori.Stati Uniti e Israele un ‘unica nazione, grande Satana

    Rispondi
  2. Maria Rosa Pellegrini says:
    9 mesi ago

    Gli Stati Uniti sono un paese artificiale guidato da un gangster che si proclama il miglior presidente nella breve storia americana al di sopra di George Wasghinton e Abramo Lilcon. Un presidente che dirige la nazione per suoi interessi personali e dei miliardari che rappresenta. Un gangster che vuole defenestrare il Presidente Maduro, con la scusa della lotta ai narcos.per avere il Venezuela sottomesso a Wasghinton, per avere petrolio gratis per dominare la scena sul continente America Latina, il cosiddetto cortile di casa della legge Monroe

    Rispondi
  3. Mario Tiberio Grasso says:
    9 mesi ago

    Ubriaconi, assassini, ladri e pure pazzi sono i degno discendenti di quegli ubriaconi, assassini, ladri e velenosi, non pazzi, degli anglosassoni , a loro volta degni discendenti dei Vichinghi.

    Rispondi

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