Trump era a conoscenza di quello che faceva Epstein e lui stesso avrebbe goduto di almeno una delle ragazze al centro dei suoi scandali: nelle ultime 48 ore sono emersi degli sviluppi sul caso Epstein che confutano la versione del presidente americano sui suoi rapporti con il finanziere pedofilo e che potrebbe avere effetti politici devastanti. Ma non è solo lui a tremare, perché ad essere tirato in ballo dai nuovi documenti pubblicati c’è praticamente tutto il potere mondiale: da Hilary Clinton a Bill Gates, da Bin Salman a Peter Thiel, dal direttore della CIA William Burns all’ex premier britannico Gordon Brown, da Thorbjørn Jagland (presidente del Consiglio d’Europa e del Comitato Nobel) a, naturalmente, il Mossad, fino ad arrivare al presidente indiano e della Mongolia.
Ma andiamo con ordine: nelle scorse ore, una nuova inchiesta di Drop Site News ha aggiunto nuovi elementi sugli ormai notissimi legami tra Epstein e il Mossad; i documenti, che sono stati resi pubblici dal Comitato di Sorveglianza della Camera degli Stati Uniti e ottenuti da gruppi di hacker come Handala e Distributed Denial of Secrets, mostrano come Yoni Koren, alto ufficiale dell’intelligence israeliana, abbia soggiornato più volte nell’appartamento newyorkese di Epstein da 2013 e il 2015, mentre questo mercoledì i Democratici hanno reso pubbliche tre email di Epstein che menzionano Donald Trump, suggerendo che quest’ultimo fosse a conoscenza delle “ragazze” coinvolte nelle attività criminali. Come scrive Roberto Vivaldelli su InsideOver, l’odierna polemica politica rischia però di minimizzare e spostare il focus su ciò che è realmente importante: la fittissima rete di contatti e amicizie di Epstein: quale? Ne abbiamo parlato direttamente con lui.









