video a cura di Davide Martinotti
Nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York, la dirigenza cinese ha toccato tre punti chiave. Status della Cina all’OMC: il premier Li Qiang ha annunciato che la Cina rinuncerà al trattamento speciale dei Paesi in via di sviluppo nei futuri negoziati WTO; una mossa storica che elimina un nodo di frizione con gli Stati Uniti e apre la strada a una riforma dell’OMC. Transizione verde: Xi Jinping ha annunciato nuovi obiettivi climatici, segnando un cambio di passo; per anni, la strategia climatica della Cina si è basata sull’impegno a raggiungere un picco delle emissioni entro il 2030, cioè un punto massimo oltre il quale le emissioni sarebbero iniziate a calare. Ora, però, Pechino ha introdotto un elemento nuovo: un obiettivo di riduzione assoluta delle emissioni, dal 7% al 10%, entro il 2035. Intelligenza Artificiale: annunciata la cooperazione internazionale AI+, un programma di finanziamento dedicato al Sud globale per lo sviluppo delle capacità digitali nell’ambito del Global Development Capital Pool per sostenere l’iniziativa Digital South nell’ambito della Global Development Initiative. Il messaggio è chiaro: sono molti gli ambiti in cui gli USA lasciano un vuoto; dalle Nazioni Unite, con le critiche di Trump; Organizzazione Mondiale del Commercio, paralizzata dagli USA dal primo mandato Trump; clima, con il ritiro degli USA dagli impegni climatici; AI, con la volontà americana di ottenere una leadership indiscussa senza collaborare con altri Paesi. In ciascuno di questi ambiti la Cina avanza, riempiendo il vuoto americano.









