Donald Trump, il presidente che avrebbe dovuto risolvere il conflitto in Europa orientale prima in ventiquattro ore, poi in una settimana, poi in un mese, per finire a impantanarsi in un lunghissimi negoziati, sembra ora passare alle cattive: sbraita nuove minacce di sanzioni alla Russia e ai Paesi emergenti che da Mosca comprano il petrolio. A farne le spese sono, soprattutto, gli amici degli Stati Uniti: India e Brasile, a riprova che l’impero non vuole alleati, ma solo vassalli da spremere (lezione che l’Unione europea sta imparando a proprie spese). Intanto in Ucraina le cose non vanno bene: la Russia ha aumentato le avanzate e le conquiste su tutto il fronte, importanti nodi strategici sono armi nelle mani di Mosca e a Kiev si sente un tintinnar di manette per corruzione e folli spese legate al materiale bellico (in particolare i droni). I soldi che noi europei doniamo all’Ucraina sono in realtà destinati ad ingrassare qualche conto in banca svizzero-ucraino? Ne parla il nostro Gabriele Germani con Francesco Dall’Aglio.










