“Dazi molto severi alla Russia” se non ci sarà la pace con l’Ucraina entro 50 giorni: è questo l’annuncio fatto ieri da Trump accogliendo alla Casa Bianca Mark Rutte; si parla di dazi “secondari” del 100% per chi fa affari con Putin e nuove armi a Kiev, direttamente pagate dagli europei. La schizofrenia trumpiana sull’Ucraina (così come praticamente su tutto il resto) continua e, al di là di speculazioni e previsioni di esperti e analisti che da mesi tentano invano di entrare nella testa di Trump, tutto questo caos e improvvisazione certificano solo una cosa: la decadenza terminale dell’impero americano, costretto ad affidarsi ad un presidente clown proprio mentre la Russia e la Cina corrono e rafforzano gradualmente, ma irresistibilmente, l’asse dei Paesi che nei prossimi anni metteranno fine alla dittatura del dollaro e dell’impero del male. Oggi Dmitry Medvedev ha bullizzato Trump definendo le sue parole un ultimatum teatrale che lascia la Russia completamente indifferente, mentre la Cina certifica un aumento del Pil trimestrale di più del 5% trainato da una produzione industriale spaventosa (+ 6,2%). Come ulteriore segnale di putrefazione, Roberto Vivaldelli su InsideOver analizza “la continua e inesorabile integrazione delle aziende di social media e delle aziende tecnologiche come Palantir, Facebook e Google, con il governo e l’esercito degli Stati Uniti” che sta creando una fusione virtuale tra pubblico e privato senza precedenti; dirigenti di alto livello di aziende come Palantir, Meta e OpenAI sono stati addirittura nominati tenenti colonnelli dell’esercito USA. E le sorprese non finiscono qui… Ne parliamo con Roberto Vivaldelli e Giacomo Gabellini.










