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Contro il rossobrunismo – Breve guida per non scambiare Trump per Che Guevara

admin by admin
09/09/2024
in In evidenza, Mondo, Spin8ff
0

Oh! Finalmente quando ci saranno Trump, Le Pen e Alternative fur Deutschland, quegli ipocriti dei progressisti globalisti la finiranno di fare guerre e di seminare il terrore in giro per il mondo; l’imperialismo dei finti buonisti Γ¨ finalmente sconfitto e il popolo e la democrazia stanno per trionfare! Ce l’avrete sicuramente anche voi quell’amico un po’ speciale che, da una parte, si dichiara anti-sistema e dice di essere per la democrazia e gli interessi classi popolari e, dall’altra, esulta per tutte le vittorie elettorali della peggiore destra identitaria solo perchΓ© almeno non hanno vinto i Biden, i Macron o gli Scholz di turno (che culo!) o che, addirittura, vagheggia di improbabili alleanze tra le destre suprematiste del pianeta e le forze socialiste in nome della comune lotta al capitalismo e alla globalizzazione. Ora, se fino a qualche anno fa allucinazioni di questo tipo erano quantomeno scusabili – data l’assoluta egemonia culturale del progressismo liberale che poteva davvero far pensare ad un nemico comune – oggi invece potrebbero dimostrarsi dei deliri estremamente pericolosi perchΓ©, come si sottolinea anche in un recentissimo studio dell’istituto di scienze sociali tedesco Tricontinental, una nuova forma di destra sembra prendere sempre piΓΉ piede nella politica occidentale; una destra tanto diversa dalla destra liberale e finto conservatrice a cui ci eravamo abituati negli ultimi decenni, quanto dalla destra fascista del β€˜900, con la quale pure sembrare mostrare qualche inquietante analogia. Una destra, insomma, in gran parte inedita, ben rappresentata da Trump e dai suoi imitatori europei che oggi fanno il pieno alle urne e che, contrariamente al wishful thinking di qualche compagno sui generis, non sembra avere nessuna intenzione di mettere in discussione i rapporti di forza oligarchici nelle nostre societΓ , nΓ© di porre fine alla volontΓ  di dominio dell’Occidente sul resto del mondo. Insomma: proprio nulla di anti-sistema; una destra, anzi, che agli occhi delle tanto detestate Γ©lite transnazionali potrebbe rivelarsi particolarmente funzionale alla nuova fase storica che stiamo vivendo, tanto che potrebbe essere capace di imporre, nei prossimi anni, una vera e propria nuova egemonia culturale. PerchΓ©, per chi non se ne fosse accorto, da qualche anno siamo entranti in una nuova fase della storia mondiale: quella fase in cui a causa della straordinaria crescita della Cina, della ritrovata potenza russa e dall’organizzazione del Sud globale in un blocco sempre piΓΉ coeso, l’Occidente americano si Γ¨ visto costretto a dichiarare guerra al resto del mondo per conservare la propria egemonia; una guerra destinata a durare a lungo, giΓ  caldissima sul piano economico e probabilmente sempre piΓΉ calda sul piano militare, senza possibilitΓ  di prevedere fino dove arriverΓ  l’escalation.

Ecco: in questo clima di guerra, come sottolinea giustamente anche il Tricontinental, la cara vecchia egemonia culturale liberale dominante in Occidente negli ultimi 40 anni, fondata in gran parte su valori universalistici e umanitari, sull’individualismo consumistico e sul rifiuto delle identitΓ  tradizionali, sembra destinata a lasciare il passo a ben altre culture e valori – molto piΓΉ adatti al nuovo clima di ostilitΓ  e conflitto – e alle nuova esigenza fondamentale delle oligarchie dell’impero, ossia quella di ritrasformare le nostre societΓ  in societΓ  di guerra, societΓ , cioΓ¨, nelle quali saranno richiesti sempre maggiori sacrifici individuali in nome della difesa comune dell’Occidente e in cui i diritti sociali e civili saranno sempre piΓΉ spesso negati in nome dell’interesse collettivo. E ancora, societΓ  nelle quali per mantenere il consenso tra la popolazione, nonostante tutte queste nuove privazioni, l’Occidente dovrΓ  rispolverare valori comunitaristi, identitari e, soprattutto, fortemente bellicisti e suprematisti. La propaganda infatti – e questo Γ¨ forse il punto fondamentale per capire la nuova egemonia culturale di destra che si sta affacciando all’orizzonte – tenterΓ  di venderci la guerra che gli Stati Uniti hanno deciso di dichiarare al resto del mondo per mantenere la propria egemonia ed impedire la nascita di un nuovo ordine multipolare, come il solito scontro di civiltΓ : la guerra che la civiltΓ  occidentale Γ¨ giΓ  – suo malgrado – costretta a combattere per difendersi da sanguinari dittatori e fondamentalisti religiosi senza scrupoli (Palestina docet): ed ecco quindi perchΓ© la cultura politica della destra identitaria e xenofoba – una volta abbandonata ogni pericolosa retorica sovranista e nazionalista ed abbracciata in pieno quella del puro suprematismo occidentale identificandosi pienamente con i confini dell’Impero degli Usa – sembra essere particolarmente funzionale a questo scopo.
Nei prossimi anni insomma, se (come prevede il Tricontinental) questa nuova destra prenderΓ  il potere, non dovremo piΓΉ aspettarci la cara vecchia retorica a cui ci avevano abituato in questi anni sull’umanitarismo, la globalizzazione e la necessitΓ  di superare muri e confini, ma pura propaganda di guerra, incentrata sulla superioritΓ  della civiltΓ  occidentale e sulla necessitΓ  di difenderla a tutti i costi, anche costo di vedere i salari diminuire, a costo di limitare qualche β€œeccesso democratico” e a costo di chiudere qualche canale di informazione indipendente che puzza un po’ troppo di propaganda anti – occidentale. Per farvi un’idea di quello che ci aspetta e di come veda il mondo questa gente poco rassicurante (che perΓ² gliela farΓ  vedere una volta per tutte a quei guerrafondai dei progressisti), basta tenere a mente le parole usate da Trump, Le Pen o anche dei nostri giornali di destra per commentare lo sterminio di massa in corso a Gaza: non ipocrisia e doppio standard, come tra i tanto odiati sinistroidi, ma proprio soddisfazione e malcelata esaltazione per le bombe democratiche israeliane sulle famiglie palestinesi. Ecco: e voi pensate che questa gente avrΓ  un atteggiamento differente quando, invece che le donne e bambini di Gaza, sotto le bombe occidentali ci saranno le famiglie iraniane,venezuelane o cinesi? In questo video ipotizzeremo alcune caratteristiche fondamentali della nuova destra del prossimo decennio, del perchΓ© non sembra avere assolutamente nulla di anti – sistema e del perchΓ©, anzi, la sua cultura politica identitaria e suprematista sembra essere particolarmente funzionale alle oligarchie in questa nuova fase di guerra dell’Occidente americano contro il resto del mondo. E infine, come sottolinea la ricerca del Tricontinental, vedremo come tutto questo non sia in fondo che il naturale e fisiologico sbocco delle politiche e della cultura neoliberista degli ultimi decenni.
Fino ad oggi, i partiti di centro – destra potevano essere considerati come la semplice variante finto – sovranista e finto – conservatrice del partito unico neoliberista, sostanzialmente intercambiabili con la sinistra ZTL e utili a portare alle urne le fasce piΓΉ anziane della popolazione e i piΓΉ sospettosi nei confronti di nuove mode e costumi. Ma in questa nuova fase di conflitto tra l’Occidente americano e popoli sovrani del Sud globale, in tutto l’Occidente le destre identitarie e xenofobe sembrano pian piano prendere il posto del vecchio centro – destra liberale e potrebbero assumere un ruolo molto piΓΉ importante e decisivo: le Γ©lite economiche occidentali infatti, avendo la necessitΓ  si trasformare nuovamente le nostre societΓ  in societΓ  di guerra, potrebbero aver trovato nell’estrema destra, come giΓ  successo in passato, loro nuova espressione politica e culturale di riferimento; come si sottolinea nella ricerca del Tricontinental infatti, giΓ  negli anni 20 e 30 del β€˜900 la destra autoritaria, che prese il nome di fascismo, nacque dalle contraddizioni – o, se vogliamo, dalle stesse premesse – delle societΓ  liberali a capitalismo avanzato. Come vi ricorderete, terrorizzate dalla minaccia socialista, in quell’occasione le oligarchie economiche europee appoggiarono entusiaste fascismi di ogni genere e tipo per proteggere i propri interessi dalle rivendicazioni dei lavoratori e mantenere cosΓ¬ saldi i propri privilegi. Oggi la situazione sembrerebbe essere simile, ma anche molto diversa: la minaccia per le Γ©lite occidentali non viene piΓΉ dall’interno, dato che 40 anni di rincoglionimento di massa neoliberista hanno tagliato alla radice anche solo la possibilitΓ  che nasca una qualche forza rivoluzionaria, ma dall’esterno; da paesi che (al contrario dei governi europei) tengono alla loro libertΓ  e sovranitΓ , che rappresentano ormai quasi l’80 per cento della popolazione mondiale e che oggi sono abbastanza organizzati da non accettare piΓΉ le imposizioni di Washington. Per questo, scrivono gli autori della ricerca, differentemente dagli anni 20 e 30 del novecento, le oligarchie oggi non hanno bisogno di smantellare la Costituzione, di dichiarare fuori legge partiti scomodi e mandare in galera gli oppositori politici – e, insomma, di cambiare l’assetto giuridico politico fondamentale delle democrazie liberali in un assetto strettamente dittatoriale e autoritario per reprimere con la forza il dissenso. Anzi! Questo assetto – ormai svuotato di qualsiasi valore sostanziale a causa della concentrazione capitalistica di ricchezza e potere – nonostante forse qualche necessario aggiustamento, puΓ² ancora essere in gran parte garantito, con il vantaggio di meglio nascondere le strutture economico – finanziarie che contano proprio dietro le procedure ormai puramente estetico – rituali della democrazia, nonchΓ© come ottime armi di propaganda interna per convincerci della nostra superioritΓ  morale sul resto del mondo.
β€œPer prima cosa” si legge nello studio β€œbisogna prendere atto che in quei paesi con Costituzioni che pure danno rilievo alle elezioni multipartitiche, si Γ¨ assistito sempre piΓΉ alla graduale instaurazione di quello che Γ¨ effettivamente un regime monopartitico. Questa regola del partito unico puΓ² talvolta essere mascherata dall’esistenza di due o anche tre partiti, celando la realtΓ  che la differenza tra questi partiti Γ¨ diventata sempre piΓΉ trascurabile.”; β€œIn questo contesto” continua β€œsi sta verificando uno slittamento verso destra. Di un nuovo tipo di destra che Γ¨ emerso non solo attraverso le elezioni, ma anche esercitando il dominio nelle arene della cultura, della societΓ , dell’ideologia e dell’economia. Questo nuovo tipo di destra non Γ¨ necessariamente interessato a rovesciare le norme della democrazia liberale, e ha permesso per questo un suo intimo abbraccio con le forze liberali.” Svuotamento sostanziale della democrazia, concentrazione oligarchica del potere e della ricchezza e sfruttamento del lavoro sono, in fondo, il terreno comune sui cui liberalismo e estrema destra si sono da sempre trovati d’accordo e il motivo per il quale, in passato, le societΓ  capitaliste sono facilmente passate da un assetto politico piΓΉ liberale ad un piΓΉ sfacciatamente autoritario, cambiando la nomenclatura del potere economico e adattandosi al meglio alle esigenze storiche del momento; nelle societΓ  neoliberiste occidentali degli ultimi 40 anni, poi, questo terreno comune Γ¨ diventato estremamente evidente e rischia di diventarlo ancora di piΓΉ: β€œPer prima cosa, le forze politiche liberali e l’estrema destra” scrivono gli autori della ricerca β€œsono entrambe state impegnate su tutta la linea per diminuire la presa della sinistra sulle istituzioni”. β€œE senza un serio impegno nei confronti del benessere sociale e dei programmi ridistributivi, il liberalismo ha deragliato nel mondo delle politiche di estrema destra, finendo tra le altre cose per aumentare le spese per l’apparato repressivo interno che sorveglia i quartieri operai e le frontiere internazionali”; β€œAnche in politica estera,” continua il report β€œnei paesi imperialisti c’Γ¨ stata e c’è una confluenza molto alta tra liberali ed estrema destra sul mantenimento dell’egemonia americana, l’ostilitΓ  e il disprezzo per il Sud globale e un aumento dello sciovinismo, come si vede dal sostegno militare totale al genocidio che Israele sta conducendo contro i palestinesi”. Insomma: quello che ci dice il Tricontinental Γ¨ che, per quanto ci faccia male dircelo, le nostre amate ex democrazie (presto ex liberali) sono in veritΓ  giΓ  da molto tempo – nella struttura oligarchica, predatoria e imperialista del potere economico politico – di estrema destra.
La novitΓ , perΓ², Γ¨ che con la fine della pace e l’entrata in questa nuova fase storica di conflitto tra potenze, la narrazione politica e culturale liberale progressista (dietro alle quale, fino a poco tempo fa, venivano mascherati tutti questi processi di smantellamento sostanziale della democrazia e libertΓ  sociali) potrebbe essere diventata di intralcio e potrebbe lasciare il posto ad un’egemonia culturale e politica sfacciatamente identitaria, xenofoba e suprematista, maggiormente capace di legittimare nella popolazione la postura di guerra dell’Occidente contro il resto del mondo e far meglio digerire tutti i sacrifici che verranno richiesti in nome della presunta difesa collettiva. Come scrive anche Mimmo Porcaro in un suo interessantissimo articolo dedicato a Costanzo Preve β€œDa tutto questo consegue che sul piano culturale e filosofico il nemico principale non Γ¨ piΓΉ semplicemente (se mai lo Γ¨ stato) l’individualismo progressista” – come molti ancora continuano a pensare esultando per la vittoria di Trump, gli scarsi risultati di Macron e sognando improbabili alleanze tra forze identitarie e neosocialiste – β€œma” continua Porcaro β€œla complementarietΓ  tra il progressismo liberale e il comunitarismo di destra”, una complementarietΓ  che perdura in questa fase di transizione di sostanziale conflitto militare a bassa intensitΓ  tra grandi potenze e che potrebbe, perΓ², presto lasciare spazio ad un monologo della destra identitaria qualora gli animi si scaldassero, la guerra aumentasse di intensitΓ  e i sacrifici richiesti ai lavoratori occidentali aumentassero. Quello che dobbiamo tenere a mente Γ¨, perΓ², che il nuovo tipo di destra che si appresterebbe quindi a diventare il nuovo referente politico e culturale privilegiato dalle Γ©lite occidentali si presenta alla storia con alcune caratteristiche politiche inedite, come inedito, del resto, Γ¨ il contesto geopolitico che stiamo vivendo; sbagliato, pertanto, sarebbe applicare automaticamente le stesse categorie politiche utilizzate per comprendere le destre e i fascismi novecenteschi. Ad esempio, l’identitΓ  e comunitΓ  di riferimento non puΓ² piΓΉ evidentemente essere quella nazionale; da sempre, infatti, negli imperi le retoriche nazionaliste vengono demonizzate e combattute in quanto mettono inevitabilmente in discussione l’autoritΓ  del potere del centro dell’impero; e quindi, nel nostro caso, non piΓΉ nazionalismo, ma occidentalismo e – come abbiamo visto nel caso dell’Ucraina e come vediamo adesso con Israele – un’imposta identificazione culturale e politica con tutti i paesi considerati alleati di Washington. Per la propaganda, la nostra nuova nazione sono i confini dell’Occidente – e i confini dell’Occidente con i paesi satelliti degli Usa, compresi quelli nel Medio Oriente e nel Pacifico.
Un’altra caratteristica di questa nuova destra che possiamo tentare di ipotizzare Γ¨ che che non verranno messe in discussione, soprattutto sul piano ideologico, le procedure ritualistiche democratiche, nΓ© l’assetto liberaloide dello Stato, che tanto giΓ  consentono – con le loro maglie larghe – massima concentrazione del potere e massima censura e repressione in caso di necessitΓ ; sul piano dei diritti, Γ¨ verosimile che non verranno toccati i diritti civili delle minoranze oggi piΓΉ protette – come i diritti delle donne e le minoranze di genere – e, al tempo stesso, implementate misure sempre piΓΉ stringenti di controllo e censura, ad esempio nei media e nell’informazione (che ci faranno sembrare il buon vecchio soft power un dolce ricordo). Sul piano dei diritti sociali (come sottolineavamo in precedenza), data la condizione emergenziale data dallo stato di guerra, possiamo prevedere nuovi tagli al welfare e ai salari venduti come patriottici sacrifici per la difesa collettiva. Infine i caratteri conservatori – identitari della nuova destra potrebbero non essere diretti tanto in chiave xenofoba nei confronti delle minoranze interne che vivono in Occidente (la cui forza lavoro e integrazione nella societΓ  di guerra, con processi di sempre maggiore assimilazione, sarΓ  comunque necessaria), ma contro tutti i popoli sovrani non allineati che l’Occidente dovrΓ  cercare di schiacciare e con un’inevitabile crescente razzismo nei confronti del regime cinese e del suo popolo. Insomma: ci sarΓ  da divertirsi.
Queste sono solo alcune ipotesi; nei prossimi mesi torneremo ancora ed ancora su questo argomento, con video e interviste che meglio ci permetteranno di analizzare il fenomeno di questa nuova destra e di aggiornare le nostre categorie politiche alla luce degli straordinari cambiamenti geopolitici in atto. Chi rimane indietro, infatti, non solo Γ¨ perduto, ma rischia di combattere un mondo che non esiste piΓΉ e, a causa della disperazione per l’oggettiva mancanza di una reale alternativa politica che rappresenti gli interessi italiani, europei e del 99%, di scambiare i nemici con gli amici. E se anche tu vuoi aiutarci a costruire un media che porti avanti questa elaborazione intellettuale e politica e che ti racconti il mondo dagli occhi degli interessi del 99%, allora aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal.

E chi non aderisce Γ¨ Donald Trump

Tags: afddemocraziadestrafascismole penliberalenazionalismonazioneneoliberismonuovasovranismotrump
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Comments 0

  1. Giamberto Taiani says:
    2 anni ago

    Per me risulta molto semplice distinguere comunismo da fascismo, sono sufficienti le interpretazioni di un paio di concetti espressi nell’ambito di un discorso per capire…a

    Rispondi
  2. Federico says:
    2 anni ago

    Ottimo contenuto, Γ¨ esattamente quello che sta succedendo.

    Rispondi
  3. Andrea says:
    2 anni ago

    Io l’ho sempre detto: draghi rappresenta questo fascismo 2.0

    Rispondi

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