Russia e Ucraina possono parlare direttamente, senza intermediari, in lingua russa. Il patetico piano delle ex potenze coloniali europee (più la Polonia) di mandare in vacca i negoziati è miseramente fallito, com’era facilmente prevedibile: in meno di due ore, tre anni e mezzo di propaganda di guerra occidentale sull’impossibilità di colloqui diretti fra le due parti sono stati fatti a pezzi. Il tavolo di Istanbul-2 è stato soddisfacente per entrambe le parti e si è concluso con un piccolo passo avanti: uno scambio di mille prigionieri ciascuno, il maggiore dall’inizio della guerra; non è un risultato, ma è l’inizio del processo negoziale, in cui – manco a dirlo – la parte russa entra da una posizione di forza, con buona pace dei volenterosi, ma anche di Trump che, al momento, non è riuscito a far passare le proprie condizioni. Adesso che il primo passo è stato compiuto, che prospettive ci sono per un accordo di pace? Ne parliamo con i nostri esperti Francesco Dall’Aglio e Stefano Orsi.
















Ci sono state diverse contestazioni pro Palestinesi all’Eurosong di Basilea, mi va di segnalarvelo
Stefano, per l’80° quanta vodka bevono i compagni russi? Un saluto a nome del Partito Svizzero del Lavoro a voi tutti