Francia e Germania vogliono fare fuori Kaja Kallas? La domanda sembra roba da corridoi di Bruxelles e, invece, racconta una frattura molto più grossa: chi decide davvero la politica estera europea? Secondo il Financial Times, Parigi avrebbe messo sul tavolo una proposta per ridimensionare il SEAE, il servizio diplomatico dell’Unione europea oggi guidato da Kaja Kallas; tradotto: togliere potere a una diplomazia europea sempre più schiacciata sulla linea dei falchi baltici, dell’est Europa e dell’atlantismo più duro. Il punto non è che Francia e Germania siano diventate antimperialiste; il punto è che cominciano a capire che delegare la linea su Russia, Cina, industria e guerra agli apparati più oltranzisti di Bruxelles significa trasformare l’Europa nel terminale politico della NATO – e, forse, anche nel campo di battaglia del suicidio industriale europeo. Mentre Handelsblatt invita la Germania a smetterla con l’isteria anti-cinese e a ragionare in modo più pragmatico, a Bruxelles esplode lo scontro: Europa autonoma o Europa proxy di Washington? USA e Iran si colpiscono di nuovo: Washington bombarda obiettivi vicino a Teheran, Teheran risponde su basi americane in Kuwait, Bahrain e Giordania; il colpo più pesante sarebbe contro al-Azraq, ma i danni ai caccia USA non sono confermati. Intanto, l’Iran minaccia Hormuz, il Kuwait chiude lo spazio aereo e l’India protesta dopo l’attacco USA alla petroliera MT Settebello, con 3 marinai indiani morti. Nel resto della regione, Israele accelera con 61 nuovi insediamenti in Cisgiordania, Erdogan minaccia Israele e la Russia prova a tenere le basi in Siria; in Asia del sud, l’India litiga con Pakistan e USA, mentre Cina e Pakistan rilanciano il CPEC 2.0 con cloud, IA, sorveglianza e 1,22 miliardi di accordi.















