Noi lo dicevamo da anni e anni, ma nessuno ci prendeva sul serio o ci chiamavano putiniani, filorussi, agenti del Cremlino, liste di proscrizione, bambole voodoo e macumbe di Pina Picierno; adesso, finalmente (ma manco troppo), l’ha capito anche il mainstream: le basi militari americane sul nostro territorio non ci tutelano manco per isbaglio. Piuttosto, ci rendono l’obiettivo strategico di una possibile rappresaglia del Paese che stiamo contribuendo a bombardare: a ‘sto giro, è l’Iran che – a differenza della Russia – non possedendo un deterrente nucleare, potrebbe reagire in maniera caotica prendendo di mira obiettivi in tutta l’area del Mediterraneo allargato, in base alla strategia del muoia Sansone con tutti i filistei; e se non moriremo di Khorramshahr-4, moriremo del mix inflazione-austerità dovuto alla crisi petrolifera e alla chiusura delle rotte da cui passano i principali carichi energetici marittimi. Donald Trump non ci è mai piaciuto, ma lo preferivamo decisamente quando scazzava con Zelensky allo Studio Ovale che come sciacquino di Netanyahu negli attacchi contro l’Iran, perché – capite bene – se Teheran prende di mira le cosiddette petromonarchie o Cipro, o se dovesse alzare il tiro, non è a causa della malvagità intrinseca di Pezeshkian o dell’arretratezza storica dell’Islam, ma del progetto suprematista e imperialista della Grande Israele che Netanyahu sta portando avanti, grazie ai servigi di Trump, a scapito dell’umanità. Infine, per l’ennesima volta, il governo di Giorgia Meloni ci dà la misura di cosa sia il sovranismo a capacità limitate e di quanto ci considerino i nostri alleati di oltreoceano: Crosetto resta bloccato a Dubai perché il Pentagono non lo aveva avvisato dell’inizio dell’operazione Epic Fury,; Rubio non comunica la posizione dell’Italia a Tajani, che non sa cosa rispondere ai giornalisti e la butta in caciara. In generale, evitate di affacciarvi alla finestra se sentite uno strano ronzio meccanico, ma per stasera non perdete il consueto e imprescindibile appuntamento con la Bolla, il format settimanale di geopolitica guidato da Clara Statello, con Antonio Mazzeo e Francesco Dall’Aglio.










