video a cura di Davide Martinotti
Diplomazia a pezzi, commercio ittico giapponese bloccato in Cina, così come la distribuzione di film giapponesi, e viaggi di cinesi in Giappone annullati: questo il bilancio delle prime settimane di scontro tra Cina e Giappone, con il Ministero degli Esteri cinese che dice che questo è solo l’inizio. E i media cinesi evocano la possibilità di intervenire militarmente contro il Giappone. E tutto per cosa? Per le parole del primo ministro giapponese, Sanae Takaichi, che ha provato a rilanciare il vecchio slogan caro al militarismo giapponese dalla seconda metà dell’800 fino a oggi: “Taiwan è un interesse vitale per la sopravvivenza del Giappone”, e il Giappone, in caso di contingenza militare su Taiwan, è pronto a intervenire militarmente contro la Cina. Secondo la Cina, le dichiarazioni di Sanae Takaichi violano la Costituzione giapponese, che consente l’uso dell’esercito solo per autodifesa, violano gli impegni del dopoguerra e violano il comunicato congiunto sino-giapponese del 1972 che, nell’articolo 3, riporta: “Il Governo della Repubblica Popolare Cinese ribadisce che Taiwan è parte inalienabile del territorio della Repubblica Popolare Cinese. Il Governo del Giappone comprende e rispetta pienamente questa posizione del Governo della Repubblica Popolare Cinese e mantiene fermamente la propria posizione ai sensi dell’articolo 8 della Proclamazione di Postsdam“, cioè la dichiarazione che impone la riconsegna di Taiwan alla Cina continentale. Insomma: secondo Pechino, il Giappone sta scuotendo i pilastri dell’architettura di sicurezza e del diritto internazionale per come sono emersi alla fine della seconda guerra mondiale e, come ricordano osservatori cinesi, il Giappone, da Paese sconfitto, è ancora vincolato non solo dalla sua stessa Costituzione pacifista, ma anche dalla clausola del Paese nemico della Carta delle Nazioni Unite, che permette ai Paesi vincitori del conflitto di intervenire militarmente, e senza la necessità dell’autorizzazione dell’ONU, contro gli Stati che durante la seconda guerra mondiale erano nemici, nel caso in cui questi Stati non rispettino le fondamenta del diritto internazionale; ma fino a che punto potrà spingersi questa reazione massimalista delle autorità cinesi contro il Giappone? Torna l’imperdibile appuntamento del sabato con MondoCina sul canale di Dazibao, il canale della famiglia Ottolina specializzato in questioni cinesi ed asiatiche e diretto dal mitico Davide Martinotti.









