Forse non ve ne siete accorti, ma – nonostante voi, come noi – di andare in guerra non ne volete sapere; l’Unione europea, con un bel blitz, è già riuscita a mettervi l’elmetto, quatta quatta, sottovoce. La comunicazione è sintetica e senza fronzoli, una di quelle comunicazioni che vanno date per legge, ma in meno se ne accorgono e meglio è: “La commissione”, si legge, con 30 milioni di nostri euri, ha finanziato “il primo fondo di credito privato in Europa destinato esclusivamente alle PMI nel settore della difesa”: le piccole e medie aziende infatti, si legge, forniscono componenti e tecnologie essenziali per fare la guerra, ma fanno fatica ad aumentare la produzione perché le banche non gli concedono finanziamenti. E, allora, le finanziamo con un fondo che parte con 30 milioni di soldi pubblici, e poi si fa dare soldi dal vostro fondo pensione: secondo l’azienda, ne hanno già raccolti altri 270, il modo migliore per convincerci tutti che finché c’è guerra, c’è speranza. L’importo della tua pensione, infatti, dipenderà da come vanno queste PMI che costruiscono cose che servono per fare la guerra e queste PMI, ovviamente, andranno tanto meglio quanta più guerra ci sarà; invece che scegliere tra il condizionatore e la pace, insomma, dovrai scegliere tra la pace e il pane. Ne abbiamo parlato con il sempre attentissimo Alessandro Volpi che, per primo ci ha segnalato questa cosa, della quale – nonostante passiamo 24 ore al giorno a spulciare tutti i giornali possibili immaginabili – non avevamo trovato traccia.









