“Guns saves lives” scriveva in un tweet il giovane leader MAGA Charlie Kirk; non nel suo caso, purtroppo, né nel caso delle 40 mila vittime da arma da fuoco che ogni anno muoiono negli Stati Uniti. Appena 31enne, Charlie Kirk era il fondatore del movimento giovanile trumpiano Turning Point USA ed era diventato famoso girando per i college universitari del Paese difendendo pubblicamente le sue tesi anti-woke e pro-guns; Kirk è stato ucciso ieri da uno sparo di un cecchino nel campus della Utah Valley University di Orem, nello Utah, mentre rispondeva alle domande degli studenti sotto un gazebo. I video diffusi sui social mostrano il proiettile colpirlo alla giugulare mentre i partecipanti all’incontro fuggono nel panico; paradosso dei paradossi, nel momento in cui è stato ucciso, Kirk stava rispondendo a una domanda sulle persone transgender autrici di sparatorie di massa negli Stati Uniti. L’assassinio non è stato ancora individuato e tutte le persone fermate dalla polizia dell’Ohio sono state rilasciate. “In onore di Charlie Kirk, un vero grande patriota americano, ordino che tutte le bandiere americane degli Stati Uniti siano ammainate a mezz’asta fino a domenica sera alle 18″ ha annunciato Donald Trump su Truth. I MAGA promettono vendetta e gli Stati Uniti dimostrano di essere, oggi come non mai, una pentola a pressione pronta ad esplodere. E se una bella guerra civile negli USA potesse essere l’unico modo per scampare a una terza guerra mondiale? “Guns save lives”…
Ne parliamo con il giornalista e sociologo Marco d’Eramo.









