Davanti a microfoni e telecamere, Zelensky e i leader europei cantano vittoria dopo il round di colloqui con Trump che si è svolto lunedì sera allo Studio Ovale. Meloni, Stubb, Merz, Macron, Starmer, von der Leyen, Rutte: ognuno di loro recitava la sua parte, secondo un semplice schema, quello di ossequiare il Daddy. Ma cosa è successo davvero quando la stampa è uscita dalla sala delle riunioni, chiudendo le porte? Ciò che sappiamo è che l’Ucraina non entrerà nella NATO, la Crimea non è sul tavolo dei negoziati, entrambe le parti dovranno accettare compromessi e l’obiettivo dei colloqui non è un cessate il fuoco, ma un accordo di pace duratura. Le trattative proseguiranno per sciogliere il nodo dei confini (che dovranno essere definiti nel trattato di pace), dello scambio dei territori, delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e delle sanzioni: è stato stabilito che Putin e Zelensky si incontreranno, non si sa ancora dove e quando. Chi sta vincendo la partita diplomatica? Ne parliamo con il direttore di InsideOver, Fulvio Scaglione, e con il giornalista Roberto Vivaldelli.















