Il tanto atteso piano della vittoria di Zelensky è una ri-dichiarazione di guerra alla Russia a ormai quasi tre anni dal febbraio 2022. Come se nulla fosse accaduto e nonostante centinaia di migliaia di propri cittadini sacrificati sull’altare degli interessi USA in Europa orientale, il presidente ucraino (che, nel frattempo, ha abolito le elezioni e messo al bando i partiti di opposizione) continua – incurante della dura realtà sul campo – con la sua politica del fino all’ultimo ucraino. Niente da fare, quindi, per chi sperava che il piano della vittoria potesse essere la base di un nuovo tavolo negoziale; al contrario: pur di ribadire il principio che gli USA hanno il diritto di mettere i propri missili al confine con Mosca e che le popolazioni del Donbass devono convertirsi all’identità ucraina, l’ex comico, forte dell’imperialismo occidentale alle spalle, sembra davvero disposto a tutto, anche a far scoppiare la terza guerra mondiale. Nei 5 punti fondamentali del piano, infatti, quello principale riguarda l’entrata immediata dell’Ucraina nella NATO, cosa che implicherebbe lo scoppio di una guerra diretta tra NATO e Russia. Di tutto questo e degli altri punti del piano abbiamo parlato con David Colantoni.










