New York, che da sola ha un PIL poco inferiore all’Italia, avrà un sindaco che usa una retorica da sinistra extraparlamentare; ed ecco che da noi si accendono le tifoserie: la sinistra radicale spera di aver trovare un nuovo condottiero, i sovranelli per Trump infestano le bacheche social con le peggio elucubrazioni sulla dittatura woke e con la foto che lo vede ritratto al fianco di Soros Jr. Due palle infinite… Eppure, il trionfo elettorale di Mamdani è un evento del massimo interesse e, potenzialmente, un’ottima notizia: il punto è che per rallentare, se non addirittura per invertire, il declino dell’imperialismo USA, Forrest Trump deve affrontare una specie di mission impossible che, come abbiamo analizzato millemilavolte negli scorsi mesi, è destinata a creare un’infinità di contraddizioni probabilmente insanabili; il primo musulmano, per di più socialista, a capo della capitale economica e finanziaria del Paese va inserito in questo contesto qui. Ne parliamo con Tommaso Nencioni e Nicola Melloni.















