I fascisti del terzo millennio non amano ricordare le sconfitte del passato, ed è per questo che oggi gran parte della stampa mainstream occidentale è letteralmente nel panico per quello che è successo in Cina: la Repubblica Popolare Cinese ha celebrato ieri gli 80 anni dalla vittoria contro il Giappone fascista e i suoi alleati. Il significato della più grande parata militare mai organizzata nella sua storia – e, a maggior ragione, dopo lo straordinario successo del vertice SCO, dove le potenze del mondo multipolare hanno dato una prova di unità mai vista prima – è evidente: per la prima volta dopo secoli, le forze imperialiste non sono le più potenti forze de pianeta; il Paese più tecnologicamente, industrialmente e militarmente avanzato al mondo sta dalla parte di tutti quei popoli che hanno dovuto subire secoli di stragi, ingiustizie e colonizzazioni da parte di chi aveva dominato i rapporti internazionali in virtù delle sue capacità di dominio e violenza. Per la prima volta dopo secoli, il primato della forza è nelle mani di chi non è interessato ad imporre con la rapina e con la guerra il proprio dominio a Stati canaglia, ma è anzi pronto a sostenere con responsabilità e determinazione la nascita di nuovo ordine mondiale e di una nuova governance che garantisca veramente (e non a parole) pace e sviluppo: uguaglianza sovrana tra i popoli, solidarietà, redistribuzione internazionale delle risorse, un diritto internazionale veramente democratico che garantisca diritti universali per i popoli, sicurezza e benessere della persona umana come fine ultimo della politica; non dobbiamo certo stupirci se i fascisti del terzo millennio sono nel panico, ma si dovranno rassegnare. Per la prima volta nella storia, la civiltà di gran lunga più forte, organizzata ed efficiente, è socialista; un pessimo giorno per i Molinari e i Rampini di tutto il mondo, un grande giorno per l’umanità.















