Quando si parla di Cina, il racconto mainstream è sempre lo stesso: sussidi a pioggia, Stato onnipotente, aziende dopate, mercato falsato; ma le cose stanno davvero così? In questa puntata di Ottolina e mezzo, Giuliano Marrucci ne parla con Guendalina Anzolin, ricercatrice esperta di politica industriale, innovazione e catene del valore, a partire dal nuovo Piano Quinquennale cinese 2026-2030; dentro il piano ci sono alcuni dei nodi decisivi dei prossimi anni: crescita meno rigida, aumento della spesa in ricerca e sviluppo, domanda interna, transizione energetica, auto elettriche, batterie, robotica, intelligenza artificiale, bio-manifattura, ma anche il rinnovamento tecnologico dei settori tradizionali. Il punto, però, non è solo cosa farà la Cina; il punto è cosa ci dice la Cina su di noi, perché nelle economie complesse la pianificazione esiste sempre, solo che in Occidente la chiamano mercato quando a pianificare sono grandi corporation, finanza, monopoli tecnologici e apparati imperiali. In Cina, invece, il piano resta uno strumento per orientare l’economia reale, coordinare investimenti, formazione, ricerca, industria e innovazione; non un modello da copiare, ma uno specchio molto utile per capire perché l’Occidente parla tanto di libero mercato, mentre continua a vivere di rendita.











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