Forse l’Iran ha già l’atomica – o, comunque, la capacità di costruirla in tempi rapidissimi; intanto, la diplomazia prova a muoversi, ma tutti i fronti restano bloccati. Zelensky ha scritto una lettera pubblica a Putin proponendo un incontro diretto in un Paese neutrale per discutere la fine della guerra; Mosca non chiude del tutto la porta, ma continua a contestare la legittimità politica del presidente ucraino, mentre negli Stati Uniti cresce la prudenza verso nuove escalation con la Russia. In Medio Oriente, i colloqui tra Washington e Teheran restano fermi: Hezbollah ha respinto la nuova tregua americana in Libano e sia il movimento libanese che le milizie irachene rifiutano qualsiasi ipotesi di disarmo o smobilitazione senza il ritiro israeliano e la fine delle operazioni militari nella regione. In Asia, Xi Jinping tornerà in Corea del Nord per la prima volta dopo sette anni, segnale del rafforzamento dei rapporti tra Pechino e Pyongyang in una fase di forte tensione internazionale; negli Stati Uniti, infine, nuove immagini mostrano i gravi danni causati dall’incendio sulla portaerei USS Gerald R. Ford: il rogo sarebbe durato oltre trenta ore e potrebbe costringere la principale portaerei americana a un lungo periodo di manutenzione dopo quasi un anno di operazioni in Medio Oriente.















