Tregua sempre più fragile; nello Stretto di Hormuz si moltiplicano attacchi contro navi militari e mercantili, mentre il conflitto si estende anche agli Emirati Arabi Uniti: droni colpiscono un sito petrolifero a Fujairah provocando incendi, una petroliera viene presa di mira e missili diretti verso il porto di Jebel Ali vengono intercettati nella notte. La crisi si allarga rapidamente e mette sotto pressione una delle principali arterie energetiche del mondo: gli Stati Uniti rafforzano la presenza militare e preparano un’operazione per riaprire lo stretto e garantire il passaggio delle navi; sul piano politico, Donald Trump alza i toni e minaccia conseguenze pesanti per l’Iran, mentre Teheran ribadisce la propria linea sul controllo della rotta. Con attacchi in aumento, infrastrutture energetiche nel mirino e forze già schierate, la tregua vacilla e il rischio di un conflitto aperto nel Golfo diventa sempre più concreto.










