Secondo quanto riportato dalla stampa, Teheran si sarebbe vantata con l’Arabia Saudita e l’Oman degli attacchi lanciati contro gli Emirati e vorrebbe tentare di sfruttare la spaccatura tra i Paesi del Golfo; ma di quale spaccatura parlano? Per quanto la reazione iraniana all’aggressione di USA e Israele abbia coinvolto un po’ tutti i Paesi del Golfo, a non tutti è stato riservato lo stesso trattamento: gli Emirati sono stati, di gran lunga, i più bersagliati. Egraziarcazzo… Come riporta Middle East Eye, “Fonti iraniane ritengono che l’intelligence di Teheran abbia accertato che il ruolo degli Emirati negli attacchi sia andato ben oltre l’ospitare basi statunitensi”: l’ipotesi è che gli Emirati abbiano messo a disposizione di USA e Israele alcune infrastrutture aeree e che abbiano anche effettuate operazioni false flag, in particolare contro l’Oman, cercando di attribuirle all’Iran; in cambio, avrebbe ricevuto da Israele alcuni intercettori dell’Iron Dome e anche personale militare israeliano in grado di usarli al meglio e, secondo il Financial Times, anche un bel sistema di difesa laser ultra-avanzato. Ma il trattamento speciale riservato da Teheran agli Emirati non avrebbe a che fare solo con l’escalation degli ultimi mesi; in realtà, avrebbe radici ben più profonde, e, per capirle, bisogna indagare a fondo nella bromance più intricata del Medio Oriente: quella tra il principe saudita Mohammed Bin Salman e il presidente emiratino Mohammed Bin Zayed – MBS vs MBZ.











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