La terza guerra del Golfo arriva in Italia: secondo i dati pubblicati ieri da Borsa merci telematica italiana, nellβultimo mese il prezzo allβingrosso dei pomodori ciliegini Γ¨ aumentato del 27%, quello dei cavolfiori del 46, dei finocchi del 56; ma te, nellβorata allβacqua calda, ce li metti i pachino? Colpa del gasolio, che alimenta le serre e i camion che trasportano le merci, eΒ dellβurea, uno dei fertilizzanti piΓΉ diffusi in assoluto: oltre un terzo della produzione globale, fino a due mesi fa, passava dallo stretto di Hormuz; nel giro di un anno, Γ¨ aumentata del 120% – di quasi lβ80 solo dallβinizio di Epic Fury. Ed Γ¨ solo lβantipasto: lβurea, infatti, Γ¨ il principale fertilizzante azotato e determina in modo decisivo le rese cerealicole; il grosso dellβimpatto su pasta e riso si registrerΓ col prossimo raccolto – ammesso e non concesso che ci sia ancora chi li trasporta… Dal 20 al 25 maggio i TIR italiani si fermano: il blocco Γ¨ stato ufficializzato ieri dallβUnione Nazionale Associazioni Autotrasporto. In realtΓ , un blocco era giΓ partito ieri: era stato organizzato da una piccola (ma combattiva) organizzazione che rappresenta principalmente semplici padroncini, i piΓΉ colpiti dalla crisi; uno di loro, perΓ², ieri Γ¨ stato travolto da unβauto in corsa mentre partecipava al blocco, perdendo la vita, e il blocco Γ¨ stato sospeso. Ma la battaglia continua; ne abbiamo parlato con Claudia Candeloro, il nostro avvocato del lavoro di fiducia.
Secondo il breve rapporto pubblicato ieri dal Centro Studi di Confindustria, βLβimpatto dello shock energetico Γ¨ giΓ visibile in molti dati dellβeconomia italiana: cade la fiducia delle famiglie, anticipando una frenata dei consumi; risalgono i tassi dβinteresse e peggiorano le attese sullβindustriaβ; idem per la fu locomotiva dβEuropa: il prestigioso Centro Leibniz per la ricerca economica europea di Mannheim, stamattina ha pubblicato lβultimo aggiornamento del suo famoso indice che misura le aspettative sullβeconomia tedesca, ed Γ¨ un bagno di sangue. Lβindice, giΓ sprofondato in zona negativa nel mese di marzo, Γ¨ crollato addirittura di altri 16,7 punti, registrando, cosΓ¬, il dato peggiore allβautunno 2022; idem per lβeurozona: altri 12 punti in meno rispetto a marzo. βLe conseguenze economiche della guerra con lβIran per lβeconomia tedescaβ, ha commentato il presidente del Centro, βvanno ben oltre lβaumento dei prezzi: le imprese sono preoccupate per la carenza di approvvigionamento energetico a lungo termine, il che scoraggia gli investimenti e indebolisce lβeffetto degli stimoli governativiβ.
Elly Schlein ha capito subito il problema ed Γ¨ intervenuta con forza; Γ¨ andata a Madrid alla mega-convention dei progressisti organizzata da Sanchez e non ha risparmiato i poteri forti: βNon ci sono le condizioni per riprendere le importazioni di gas dalla Russiaβ, ha dichiarato. Cacarellando Calenda, perΓ², ha fatto di meglio: ha ufficialmente dato il suo endorsement ad azioni terroristiche contro le infrastrutture energetiche europee. Interpellato sullβattentato contro il Nord Stream, il piΓΉ devastante attacco a infrastrutture strategiche europee dalla seconda guerra mondiale, ha reagito con entusiasmo: βHanno fatto beneβ, ha scritto. E che nessuno si illuda che almeno questo serva a investire in rinnovabili; lβha ribadito chiaramente anche la cara Ursula: comunque vada, il patto di stabilitΓ non si tocca. βE’ bene che i Paesi non peggiorino il deficitβ. Lagarde ha sottolineato che se lβinflazione cresce, la BCE tornerΓ ad aumentare i tassi; e lβinflazione, ovviamente, Γ¨ giΓ cresciuta: dallβ1,9% di febbraio, al 2,5 di marzo, ed Γ¨ solo lβinizio. Tassi piΓΉ alti e nessuna deroga al patto di stabilitΓ significano una cosa sola: recessione; dβaltronde, gli europei vanno affamati, sennΓ² poi a fare la guerra chi ci mandiamo? Ed Γ¨ proprio per fare la guerra che arriva lβunico strappo alla regola: fino a un punto e mezzo di PIL oltre i limiti, a condizione che sia destinato a comprare e costruire armi. Tutto sommato, ha perfettamente senso: perchΓ© mai cambiare le regole per provare ad attutire lβimpatto della guerra se lβobiettivo Γ¨ farne una ancora piΓΉ grande e violenta? La borghesia tedesca ha capito lβantifona: La Germania si reinventa come fabbrica di armi, titola il Wall Street Journal; βmentre il suo modello di esportazioni si sgretolaβ, sottolinea lβarticolo, βla Germania sta virando dalle automobili ai cannoni. Dopo decenni da motore manifatturiero europeo, il Paese Γ¨ impantanato nel suo piΓΉ lungo periodo di stagnazione dalla seconda guerra mondialeβ e βla risposta Γ¨ drastica: riconvertire la sua base industriale nellβarsenale dellβOccidenteβ. Prima dellβinizio della guerra in Ucraina, un’azione Rheinmetall valeva circa 90 euro; oggi ne vale circa 1500.
Lβindustria delle armi, perΓ², Γ¨ comunque troppo piccola per diventare il porto sicuro dei risparmi tedeschi, europei e italiani; al resto ci pensa lui: Larry Fink, il capo di BlackRock. Ormai in Italia Γ¨ un ospite fisso; a fine marzo, Γ¨ tornato a darci qualche buon consiglio: βDimenticatevi la casa, investite nei mercati finanziariβ – vale a dire, dateli a me, che ci finanzio i colossi della tecnologia statunitense. Che non sono piΓΉ semplici aziende alla ricerca del massimo profitto, ma ora hanno anche un manifesto politico in 22 comodi punti: lo ha riassunto su X Palantir, la creatura di Alex Karp e Peter Thiel, quello che crede che la Cina sia lβanticristo. Punto primo: la Silicon Valley ha un debito con gli USA e deve mettersi a totale disposizione della sua agenda guerrafondaia. Punto due: siamo in guerra, e la guerra del XXI secolo si combatte col software, e noi dobbiamo fornire agli USA il software per vincere la guerra. Punto tre: non Γ¨ vero che tutte le civiltΓ hanno un valore; la nostra civiltΓ Γ¨ superiore. Punto quattro: per permetterci di vincere questa guerra di civiltΓ , Germania e Giappone devono tirare fuori le palle, armarsi fino ai denti e tornare ai bei tempi andati.
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