Ma i negoziati per mettere fine alla guerra in Ucraina sono una gigantesca presa per il culo? Come in un disco di Ligabue, per la seicentotrentaseiesima volta nell’arco di pochi mesi, anche a questo giro è riandata in scena esattamente la stessa musica, con giusto qualche variazioncina di nessun peso; a questo giro, la variazione più scioccante è che per la prima volta, su Repubblica, prima di dare per certa una notizia hanno chiesto delle prove: “Niente foto e tracce radar deboli”, sottolineano, “mancano le prove dell’attacco ucraino” “e i numeri della Difesa sono diversi da quelli degli Esteri”. Ooh, finalmente un po’ di sano spirito critico, esattamente quello che mancava quando parlavano di chip delle lavatrici, di bagni rinvigorenti col sangue di corno di cervo e di atti di cannibalismo tra soldati russi alla deriva. Avranno approfittato delle feste natalizie per fare un corso di giornalismo? Ne abbiamo parlato con il nostro sosia di miniyoda preferito: il leggendario, l’ineguagliabile Generale Fabio Mini.















