Fallisce l’ennesimo colloquio tra gli inviati di Trump e Zelensky per un accordo di pace in Ucraina: Kiev ritiene il ritiro dal Donbass un’inaccettabile resa; quindi opta per la continuazione dei combattimenti, mentre l’UE si trova in bilico sull’orlo del collasso. Incapace di reperire i fondi per sostenere lo sforzo bellico ucraino, Berlino spinge per la confisca delle attività russe congelate in Europa; questa strada, però, è osteggiata da diversi Paesi, tra cui Belgio, Italia e Ungheria: per Budapest, rubare 200 miliardi di asset russi equivale ad una dichiarazione di guerra. Mosca, dall’altro lato, non accenna a scendere a compromessi, non intende cedere nulla a Kiev ed è pronta a continuare a combattere, mantenendosi quasi del tutto in avanzata (a parte Kupyansk). Ne parliamo con Stefano Orsi e Francesco Dall’Aglio in una speciale edizione del lunedì della Bolla, il format di geopolitica condotto da Clara Statello per Ottolina Tv.















