Mentre Zelensky cerca rifugio dietro le spalle dei volenterosi, la Russia pubblica i suoi elenchi: la lista della giornalista ucraina Diana Pachenko, che contiene i nomi di quasi 400 prigionieri politici e civili perseguitati dal regime di Kiev, e la lista delle perdite militari ucraine. In tre anni e mezzo di guerra, l’Ucraina avrebbe perso circa 1.700.000 uomini tra caduti, dispersi e feriti non immediatamente recuperabili, secondo i dati che gli hacker di Killnet hanno rubato allo Stato Maggiore ucraino: se confermati, sono numeri impressionanti, ma non per i leader europei, che puntano al fallimento dei negoziati perché dicono di non fidarsi di Putin. La strategia è quella di continuare ad inasprire le sanzioni anti-russe e proporre garanzie di sicurezza che Mosca ha già definito inaccettabili, come l’invio di truppe in Ucraina e la sua ultra-militarizzazione. Se in Europa i fantastici 5 (Macron, Starmer, Meloni, Merz, von der Leyen), sognano la guerra infinita contro la Russia, in Medio Oriente non riescono ad impedire il piano di invasione di Gaza, che Israele ha lanciato in questi giorni. E come potrebbero, del resto, se non hanno adottato un – dicasi un – provvedimento contro l’entità sionista per fermare il genocidio?















