L’Italia è tra i Paesi che ci rimetterà di più dal folle accordo (leggi resa incondizionata) siglato tra USA e Ue, un accordo che ci dovrebbe far rimettere – ora più che mai – in discussione l’utilità e l’interesse della nostra appartenenza all’Unione europea e all’architettura economico-militare dell’Impero americano: secondo le prime stime, l’export italiano (in attesa di capire quali prodotti potrebbero essere esentati dai dazi al 15%) subirà un danno che gira intorno a 10 miliardi euro, un danno che colpisce ulteriormente un Paese già in crisi nera da decenni con una produzione industriale in calo da 3 anni consecutivi e più del 10% della popolazione che vive in povertà assoluta, per non parlare di disoccupazione, welfare, fuga dei cervelli etc. Il quadro complessivo è spaventoso: solo negli ultimi anni, il nostro Paese, da 80 anni militarmente occupato da una superpotenza cinica e aggressiva, si è visto costretto a dire addio al proprio maggiore fornitore energetico (la Russia), costretto ad annullare un prezioso accordo commerciale con la principale economia del mondo (Via della Seta) e, ora, persino costretto a versare ulteriori tributi all’imperatore in quell’unico settore, quello dell’export, che stava reggendo botta. Insomma: la potenza occupante ci ha prima impedito di diversificare i mercati perché non in linea con le loro mire imperiali e, poi, colpito sadicamente, nonostante la nostra totale obbedienza. “Soddisfatta” si è detta ieri la sovranista Meloni commentando l’accordo…
E non solo, perché – beffa tra le beffe – all’interno della Ue solo i Paesi così detti frugali che, in questi anni, hanno tratto vantaggio dalla moneta unica, avranno lo spazio fiscale per sostenere i vari settori colpiti dai dazi, con l’effetto si creeranno anche in Europa (come in USA) dei campioni continentali, rigorosamente made in Paesi frugali (Olanda, Germania etc.), che distruggeranno definitivamente la nostra piccola e media (e ormai grande) impresa. La lista potrebbe continuare, ma di tutto questo e tanto altro parleremo al nostro Non Talk con Giacomo Gabellini e David Colantoni.










