La colonizzazione definitiva con annessa riviera di Gaza sta per passare dalla distopia alla realtà: a giorni l’IDF potrebbe occupare a tempo indeterminato parti di Gaza e il governo Netanyahu, con il plauso e supporto di Trump, sta già lavorando ai piani di sostituzione etnica post-occupazione e ricostruzione della Striscia in stile Dubai. Il progetto è questo: saranno annesse prima le zone cuscinetto, ossia il perimetro già off-limits per i palestinesi profondo 2 km lungo i bordi della Striscia; poi sarà il turno delle aree a nord-ovest di Gaza city, più vicine a Sderot e Ashkelon. Non è chiaro cosa ne sarà dei corridoi Philadelphia, Netzarim e Morag, ma l’idea è proseguire il processo gradualmente fino all’annessione e dell’intera Striscia. Ben-Gvir ieri ha ripetuto chiaramente in diretta tv che l’obiettivo è “occupazione e incoraggiare l’immigrazione” dei coloni e Smotrich ha presentato un mefistofelico piano dal titolo Gaza riviera. Dalla visione alla realtà, un piano che prevede due città costiere nuove di zecca – una a nord e l’altra a sud – per 850 mila unità abitative complessive che, potenzialmente, ospiterebbero anche 1 milione di persone, un’area industriale, un campus universitario, un polo tecnologico, spiagge e hotel di lusso: una Dubai in Palestina costruita sugli scheletri dei bambini palestinesi. Il mondo resterà a guardare?










