E – anche a questo giro – l’Impero e la sua hubris potrebbero aver fatto i conti senza l’oste: nonostante la disfatta ucraina e la fine della deterrenza nel Pacifico, le classi dirigenti dell’Occidente collettivo sono talmente imbevute della loro stessa propaganda da continuare a rimanerne vittime battaglia dopo battaglia, fronte dopo fronte, guerra dopo guerra. L’aggressione israeliana contro Teheran è stata feroce, sofisticata, efficace e, soprattutto, ha dimostrato ancora una volta l’efficienza dell’intelligence e il grado di permeabilità delle classi dirigenti dei Paesi che combattono in prima linea contro l’imperialismo. Eppure, potrebbe non bastare…
I rapporti di forza tra le principali potenze hanno subito un cambiamento irreversibile: i più ottimisti parlano di un impero ormai impotente; probabilmente è solo un’altra forma di wishful thinking. Quello che però è certo è che per l’impero non ci sono più pasti gratuiti: niente più Shock and Awe, niente più capacità di destabilizzare intere aree del pianeta scaricando il costo tutto su proxy e Stati falliti. Ogni guerra è necessariamente guerra d’attrito ed ha un costo che gli USA dell’iper-finanziarizzazione, che ha distrutto l’economia reale e la base industriale, potrebbero non essere più in grado di sostenere; ed ecco, così, che la risposta “Forse sì, forse no” di Trump di fronte alla domanda su un eventuale intervento diretto USA in Iran acquisisce tutto un altro sapore: non si tratta di una testimonianza di forza di una superpotenza che può decidere con serenità l’opzione migliore e imporla al resto del pianeta; si tratta, al contrario, dell’ennesima prova della debolezza di un impero in declino che, qualsiasi opzione finisca per scegliere, rischia di essere quello che pagherà le conseguenze maggiori. Di tutto questo, e di missili balistici, bombe buster, caccia stealth e antiaeree di ogni genere parliamo con il nostro Maestro Generale Fabio Mini.











Caro Marru, un consiglio: fai i bagagli e trasferistici in Russia o meglio in Iran. Vedrai, come si dice in Toscana, ti levano la sete col prosciutto