Il 7 ottobre ha tirato fuori il peggio dalla propaganda imperialista occidentale, di destra e di sinistra: da una parte i giornali di destra che invocavano, senza troppi giri di parole, alla strage e al genocidio per punire per sempre quella manica di selvaggi islamici e nemici dellโOccidente che avevano osato ribellarsi; dallโaltra, i giornali dei benpensanti e delle anime belle tipo Corriere e Repubblica che, dopo avere assistito in silenzio per decenni alla graduale estinzione del popolo palestinese e al loro confinamento nella grande riserva di Gaza, adesso si indignavano per il modo con cui la resistenza decideva di combattere la propria guerra di liberazione nazionale. Ad esempio, che i palestinesi fossero costretti a combattere con armi rudimentali come kalashnikov e coltelli per il semplice fatto che loro i carri armati e le super-tecnologiche armi occidentali non ce le hanno, era la riprova – agli occhi di tutti i Rampini e Paolo Mieli del mondo – dellโinferioritร morale e umana dei palestinesi: ma dai, i coltelliโฆ Solo dei terroristi ucciderebbero in modo cosรฌ crudele, ma vuoi mettere con lโeleganza e il bon ton di un bel missile di ultima generazione lanciato comodamente dalla postazione di comando? Davvero vi serve dellโaltro per capire la differenza tra i terroristi e lโunica democrazia del Medio Oriente? Per non parlare poi delle fake news rilanciate in coro e senza alcuna verifica sui fantasmagorici neonati abusati, teste decapitate e sevizie medievali che quei subumani dei palestinesi avrebbero commesso nei kibbutz. In fondo, come dubitarne? Lo diceva addirittura lโesercito israeliano! Nessuno ha ancora mai chiesto scusa per quelle comprovate puttanate: servivano solo per delegittimare moralmente il popolo palestinese per poter meglio vendere alla nostra opinione pubblica il successivo sterminio.
Insomma: come sottolinea Giuliano nel video che vi riproponiamo, la reazione della pubblica opinione italiana al 7 ottobre รจ stata la riprova che la controrivoluzione neoliberista non si รจ limitata a renderci tutti piรน poveri e meno liberi, ma ha anche imposto una gigantesca involuzione culturale e anche antropologica; memori della nostra resistenza, infatti, per 70 e passa anni lโidea comune di ogni democratico antifascista (anche il piรน moderato) รจ stata che la responsabilitร delle rappresaglie dei popoli occupati e dei mezzi – anche terroristici – con cui questi combattono la loro lotta di liberazione, non possono mai essere attribuiti a loro. I resistenti conducono una guerriglia con tutti i mezzi a loro disposizione, compresi i piรน cruenti, e le razzie che inevitabilmente provocano sono conseguenze inevitabili che non ne mettono in discussione la legittimitร morale e politica; a pensarla diversamente, fino a poco tempo fa, era solo la marmaglia fascistoide che oggi, evidentemente, รจ diventata egemone. Viviamo in una realtร cosรฌ radicalmente separata da non avere proprio gli strumenti cognitivi per capire che ribellarsi senza troppi calcoli, costi quel che costi, รจ lโunica opzione veramente razionale per chi vive in determinate condizioni. Insomma: in un contesto come questo, il minimo che potevamo fare noi abitanti dellโOccidente – i cui governi hanno finanziato direttamente Israele fornendogli tutti i mezzi necessari per portare avanti le sue politiche di invasione e apartheid – era non stare con il ditino alzato a dire a chi sacrifica la vita per la liberazione del proprio popolo in che modo dovrebbe difendersi e resistere. Nel nostro piccolo, stiamo facendo di tutto per abbattere, una volta per sempre, questa egemonia culturale immorale e collaborazionista che, pur di legittimare lโimperialismo americano e dei suoi vassalli nel mondo, tenta di vendere come giustificata lโoppressione e criminale la resistenza. Una battaglia che possiamo combattere insieme: iscriviti ai nostri canali, comincia a seguirci direttamente dal nostro sito (dove siamo maggiormente protetti dalla censura degli algoritmi) e aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal.










