Fin dalle sue prime formulazioni, il pensiero di Marx si è rivelato una miniera inesauribile di concetti, categorie e strumenti, strumenti indispensabili per un’analisi spietata del capitalismo (industriale e finanziario), delle sue contraddizioni insanabili e crisi endogene: e se quella cassetta degli attrezzi marxiana non fosse sufficiente a descrivere la realtà socioeconomica? Se fosse necessario integrarla con ulteriori categorie, magari provenienti da altre tradizioni filosofiche, come quella di conflitto strategico? Di questo (e molto altro) abbiamo parlato con Giuseppe Germinario (gestore del sito www.italiaeilmondo.it), Tiberio Graziani (Presidente di Vision & Global Trends – International Institute for Global Analyses) e il manager Piergiorgio Rosso. La tavola rotonda apre la riflessione per un grande convegno in ricordo di Gianfranco La Grassa, economista e filosofo che, forse più di molti altri, ha gettato le basi per una nuova navigazione in mare aperto; a partire dalla teoria althusseriana degli apparati ideologici di Stato, La Grassa ha saputo espanderne le implicazioni, integrando il marxismo con il pensiero politico di autori del calibro di Schmitt, Friend, Lindbloem, Tilly. Il risultato? Le basi di una nuova teoria per tentare di leggere le dinamiche geopolitiche, che integra la lotta di classe con altre forme di conflitto strategico tra i massimi centri decisionali del potere.









