Dopo il vertice di Anchorage, lo Stretto di Bering diventa il centro della nuova mappa geopolitica globale, mentre l’Europa atlantica scivola sempre più nell’irrilevanza e marginalità: l’accoglienza di Putin, atteso da Trump sul tappeto rosso, è la rappresentazione plastica della vittoria della Russia in Ucraina. I grandi sconfitti sono la NATO, l’Europa, l’America di Biden e, naturalmente, le loro proxy: i vertici politici e militari ucraini. Trump non vince, ma non perde: accetta al 100% la linea del Cremlino sulla fine della guerra e chiede a Zelensky di ritirarsi dal Donbass in cambio della pace. Lunedì il leader ucraino si recherà di nuovo a Washington: quali carte potrà giocare? Ne parliamo in un’edizione speciale de La Bolla con Stefano Orsi e Francesco Dall’Aglio.















